Piccapietre: dal 1855 devoti alla patrona, la Madonna della Salute
Nati nel 1855, furono ammessi alla Faradda esattamente un secolo dopo: fino al 2007 erano i primi a partire da piazza Castello
Con questo quinto racconto della storia e delle tradizioni dei Piccapietre - pubblicato oggi 21 luglio sull’edizione cartacea e sul nostro sito web - continua il viaggio tra i tredici Gremi che partecipano alla Discesa dei Candelieri. Da qui al 14 agosto “La Nuova Sardegna” dedicherà una pagina a ciascun Gremio, per presentare ai nostri lettori i protagonisti della Faradda.
Sassari Le antiche chiese del centro storico, i palazzi della nobiltà, le abitazioni più modeste. Tutti gli edifici più vecchi della città, sono frutto anche del lavoro dei Piccapietre che, nel 1855, costituirono ufficialmente l’omonimo Gremio. Fino ad allora, i Piccapietre erano stati parte della Confraria di Nostra Signora degli Angeli insieme ai Falegnami e ai Muratori.
Dopo la fondazione ufficiale del 1855, la corporazione riunì gli antichi maestri scalpellini, i minatori, i cavatori e tagliatori di pietra. Precisamente un secolo dopo, nel 1955, fu costruito il Candeliere e, quello stesso anno, il Gremio dei Piccapietre ottenne il permesso di partecipare alla Discesa.
Per lungo tempo, fino all’ammissione del Candeliere dei Fabbri nel 2007, furono il Gremio più giovane fra quelli partecipanti alla Faradda. E questo valse loro, per cinquant’anni, l’onore di aprire la Discesa. La patrona dei Piccapietre era inizialmente Sant’Anna, ma il Gremio scelse la Madonna della Salute, dopo un’epidemia di colera che devastò la città proprio nel 1855: Sant’Anna diventò così co-patrona. Il candeliere si trova nella chiesa di Santa Maria di Betlem, nella cappella della Madonna della Salute. La festa patronale si tiene la seconda domenica di luglio in onore della Madonna della Salute mentre la festa piccola il 26 luglio in onore di Sant’Anna.
Il cero è di colore bianco avorio, con riquadri e inserti azzurri. Nel fusto è rappresentata la Madonna della Salute mentre, sul retro, sono raffigurati i simboli del mestiere.
I gremianti indossano un frac con gilet nero, il papillon, una camicia bianca e guanti neri, con la sciabola al fianco.
Quest’anno, due gremianti festeggiano 40 anni di appartenenza al Gremio. Si tratta dell’obriere maggiore, Gavino Sechi e dell’obriere di Candeliere, Giovanni Luigi Sechi. Gli altri gremianti anziani sono Bartolomeo Sechi, Salvatore Pinna, Costantino Pilo e Davide Dettori. Mirko Gavino Panzali ricopre l’incarico di fisco maggiore del Gremio, mentre l’obriere di Cappella è Gian Luca Usai. Lo scorso anno è scomparso Salvatore Sechi, amatissimo e indimenticato decano del Gremio.
Per quel che riguarda i portatori, il più giovane è Samuele Pinna, 21. Insieme a lui, porteranno il cero votivo – che pesa circa 295 chili – Marcello Fois, Alessandro Foddai, Alessio Albioni, Giovanni Serra, Simone Merlini, Marco Zara, Antonio Palmas e Luca Fadda. A guidarli sarà il capo candeliere, Gian Luca Albioni, mentre il ballo del cero sarà accompagnato dal tamburo di Gian Piero Garau.