La Nuova Sardegna

Sassari

Verso la Faradda

Il Candeliere dei Falegnami rinasce e torna a ballare dopo l’incidente di un anno fa

di Davide Pinna

	Il primo ballo del nuovo Candeliere&nbsp; (<strong><em>foto e video Mauro Chessa</em></strong>)
Il primo ballo del nuovo Candeliere  (foto e video Mauro Chessa)

Stasera, venerdì 25 luglio, il primo appuntamento in centro con le Vie dei Gremi

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Sassari Quando il ritmo del tamburo si fa più incalzante e i muscoli dei portatori si tendono, pronti per lo sforzo, tutti trattengono il fiato per un istante che sembra lunghissimo, prima di sciogliersi in un applauso liberatorio: il Candeliere dei Falegnami, un anno dopo essersi rotto a poche decine di metri dalla chiesa di Santa Maria di Betlem, torna in piedi e ricomincia a ballare.

I gremianti e i portatori avevano concluso orgogliosamente la Faradda, il 14 agosto di un anno fa, trasportando il cero spezzato in posizione orizzontale fino ai piedi del simulacro della Assunta e partecipando così allo scioglimento del voto. I loro volti, segnati dal pianto, avevano commosso la città e innescato una reazione a catena di solidarietà.

Ieri pomeriggio, nel cortile di Palazzo Ducale davanti a centinaia di sassaresi e ai rappresentanti degli altri gremi, il Gremio dei Falegnami ha presentato alla città il suo nuovo Candeliere, realizzato dalla Falegnameria Bussu con disegni dell’artista Jacopo Scassellati: «Abbiamo scelto questo luogo – ha detto il gremiante anziano Francesco Carta – per ringraziare i cittadini, le istituzioni, le imprese, gli enti, le associazioni che ci hanno aiutato dal 14 agosto fino ad oggi, permettendoci di arrivare a questo risultato».

La realizzazione del nuovo cero votivo è stata resa possibile da una gara solidale che ha visto decine di protagonisti, da semplici cittadini e imprenditori fino a Comune, Fondazione di Sardegna, Rotary Club e tante altre associazioni. «L’emozione di un anno fa ci ha unito tutti – ha commentato il sindaco Giuseppe Mascia – e ci ha dato una lezione. Perché la Faradda è la nostra festa e ci dice chi siamo, chi eravamo e cosa possiamo essere: e abbiamo visto che possiamo essere uniti per rialzarci tutti quanti insieme, come ha fatto il gremio dei Falegnami». Il presidente dell’Intergremio Fabio Madau ha parlato di un «bene comune, che appartiene al Gremio dei Falegnami ma di cui tutti i sassaresi possono usufruire e godere». Il nuovo cero riproduce fedelmente l’originale, realizzato nel 1921 dalla storica ditta sassarese dei Fratelli Clemente, come ha ricordato lo storico Antonello Mattone. Con alcune novità, fra i quali le icone dipinte sul capitello, realizzate dall’artista sassarese Jacopo Scassellati. Emozionato, Scassellati ha ringraziato per l’opportunità e per la scelta dei Falegnami di consentirgli di utilizzare il suo linguaggio pittorico, fatto di luci e ombre.

È stato il titolare della falegnameria, Salvatore Bussu, a raccontare nel dettaglio il complesso processo produttivo che ha portato alla realizzazione del cero votivo, di colore bianco avorio. Prima del ballo liberatorio, che ha sciolto la tensione accumulata dall’incidente di un anno fa sino ad oggi, Salvatore Sanna, padre guardiano della chiesa di Santa Maria di Betlem, ha benedetto il cero, i gremianti e i portatori: «Ciò che è distrutto, si ricostruisce. Ciò che è invecchiato, si rinnova» ha detto citando la liturgia pasquale. Aggiungendo poi che il nuovo Candeliere avrebbe simboleggiato «i valori dell’amore, del lavoro e della solidarietà fraterna». Poi, il rullo del tamburo ha portato il ritmo della Festha Manna nel cortile di Palazzo Ducale. E il cero ha ballato di nuovo.

Le Vie dei Gremi Ma ormai l’aria della Faradda si respira in tutta la città. E già da stasera sarà possibile per sassaresi e visitatori immergersi nel mondo dei protagonisti della Festha manna, con il primo appuntamento delle Vie dei Gremi, l’iniziativa voluta dal Comune insieme all’Intergremio che vedrà gli eredi delle antiche corporazioni nel ruolo di ciceroni e animatori delle strade del centro storico. Dalle 20 si potranno visitare le sedi dei Fabbri, in discesa Santa Croce, degli Autoferrotranvieri, in via Maddalena, dei Calzolai, in porta Utzeri, e dei Piccapietre, a Pozzu di Bidda. A ogni tappa si potrà attingere al vasto repertorio di immagini, cimeli, ricordi e racconti, ma anche assaggiare piatti tipici della tradizione e ascoltare qualche brano del vasto repertorio folk sassarese.

«Il progetto si inserisce alla perfezione nel solco che abbiamo tracciato per germinare tante iniziative votate alla rivitalizzazione del centro storico e quindi di tutta la città e del suo territorio. I Gremi sono un presidio permanente di una parte di città che ha bisogno di essere vissuta, di essere abitata, di essere animata, di essere lo scenario di occasioni di incontro, di scambio e di confronto» ha detto il sindaco Giuseppe Mascia. «Mentre si completa il processo di assegnazione a ogni Gremio di una sede stabile messa a disposizione dal Comune di Sassari, e in attesa di tagliare il nastro del Museo dei Candelieri all’interno della Frumentaria – aggiunge l’assessora alla Cultura Nicoletta Puggioni – abbiamo immaginato degli itinerari turistici in grado di raccontare Sassari attraverso la valorizzazione della sua più grande ricchezza, i Candelieri, riconosciuti dall’Unesco come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità».

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