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Sassari, Neurochirurgia allo stremo: «Solo due medici, il reparto non accoglie più le urgenze del pronto soccorso»

di Giovanni Bua
Sassari, Neurochirurgia allo stremo: «Solo due medici, il reparto non accoglie più le urgenze del pronto soccorso»

A lanciare l’allarme Aldo Salaris (Riformatori) e Michele Pais (Lega): «Pazienti trasferiti a Nuoro e Cagliari, ma non ci sono più alibi»

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Sassari La situazione della Struttura Complessa di Neurochirurgia dell’AOU di Sassari è ormai fuori controllo. E il reparto, che di fatto funziona con appena due medici: il Direttore e un dirigente medico, non accoglie più urgenze dal pronto soccorso con conseguente trasferimento dei pazienti a Nuoro e Cagliari. Un quadro drammatico, che non solo mette a rischio la continuità e l’efficacia del servizio, ma espone gli operatori a carichi di lavoro esagerati e sfiancanti. 

A lanciare l’allarme è il consigliere regionale dei Riformatori Sardi Aldo Salaris che già aveva interrogato la Giunta regionale sul tema. E il consigliere comunale della Lega di Alghero Michele Pais. «Quando ho portato il caso in regione - attacca Salaris - La replica ufficiale, però, non considerava la reale portata della crisi, che oggi si presenta in tutta la sua drammaticità. Dai dati ufficiali emerge che, a fronte di una dotazione organica prevista di 16 unità, il reparto conta oggi su 5 medici di ruolo, di cui ben 3 assenti per malattia di lunga durata ed esonerati dai turni notturni e dalla reperibilità. In pratica si ha una scopertura strutturale pari a circa il 65%.

«Il risultato – evidenzia Salaris – è un reparto ridotto allo stremo, con medici sottoposti a turni massacranti. Avevamo già esposto il rischio e oggi non c’è più tempo per analisi o statistiche: la Giunta deve necessariamente rispondere con fatti concreti e risolutivi.» L’esponente dei Riformatori mette in evidenza anche alcune contraddizioni, come ad esempio il fatto che la richiesta di supporto da parte dei dirigenti medici della S.C. di Neurologia della AOU di Sassari non abbia avuto seguito per asserita mancanza di affinità tra le due discipline, mentre risulta che in più occasioni turni in prestazione aggiuntiva dei neurochirurghi di altri centri ospedalieri siano stati garantiti da un neurologo.

«Non si comprende - prosegue Salaris - come mai tale possibilità venga negata a Sassari. Ciononostante l’Hub di Sassari ha garantito i servizi nei mesi estivi, registrando persino un aumento di interventi di alta complessità, con carichi di lavoro insostenibili e rischi enormi sul piano clinico e medico-legale. È inaccettabile che un presidio fondamentale per la sanità del centro-nord Sardegna venga lasciato in questa condizione di precarietà assoluta.»

Il consigliere dei Riformatori chiede quindi al governo regionale un intervento immediato e risolutivo: «Si ristabiliscano le condizioni minime di assistenza sanitaria e sicurezza e si garantisca finalmente la piena continuità del servizio pubblico essenziale. Non ci sono più alibi né tempo da perdere». «Ciò che temevamo, purtroppo, è diventato realtà. Dalla tarda serata di oggi il reparto di Neurochirurgia dell’Ospedale Santissima Annunziata di Sassari non accoglie più urgenze dai pronto soccorso né di Sassari, né di Alghero né di altre strutture d'urgenza ed emergenza, con il conseguente trasferimento a Nuoro o a Cagliari. Un fatto di una gravità inaudita, che segna di fatto la chiusura del secondo Hub neurochirurgico della Sardegna», attacca Michele Pais, già presidente del Consiglio regionale e attuale esponente della Lega.

«Le patologie neurochirurgiche – spiega Pais – sono sempre tempo-dipendenti: non avere più la possibilità di gestire le urgenze a Sassari significa condannare i pazienti del nord Sardegna a viaggi della speranza, con rischi enormi per la loro vita. La chiusura alle urgenze equivale a chiudere il reparto, con conseguenze drammatiche per migliaia di cittadini». Secondo Pais, la situazione è precipitata a seguito dell’ennesimo addio: «Dopo un anno di appelli rimasti inascoltati, siamo arrivati al terzo licenziamento per disperazione di neurochirurghi, l’ultimo con decorrenza proprio dal 1° settembre. Oggi restano in servizio soltanto due chirurghi strutturati, aiutati da uno specializzando: un numero ridicolo rispetto alle esigenze di un reparto salvavita».

Un quadro che, secondo l’esponente leghista, dimostra il totale  disinteresse e inadeguatezza della politica regionale: «Non solo in un anno nulla è stato fatto, ma le cose sono peggiorate in maniera vertiginosa. Questo, a prescindere dalle posizioni politiche, è un dato di fatto inconfutabile. Di fronte a questo disastro, la Regione resta muta, incapace di assumere decisioni concrete. O ci aspettiamo che ne assumerà di peggiori, magari decidendo di condannare altre strutture o reparti. È uno scandalo senza precedenti». Pais richiama la Giunta regionale alle proprie responsabilità: «La Presidente Todde e l’assessore Bartolazzi devono rispondere ai cittadini, a cui devono  essere garantite cure efficaci». «Non ci sono più alibi né attenuanti – conclude Pais –. La chiusura delle urgenze in Neurochirurgia a Sassari è una sconfitta per tutta la Sardegna. Servono risposte immediate e un piano straordinario per restituire dignità a un reparto che era un’eccellenza e che oggi, per colpe non certo degli operatori sanitari, è stato abbandonato al proprio destino» conclude Pais.

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