Anziano morì nella comunità alloggio nel Sassarese, condannata la presidente – la sentenza
La tragedia avvenne nel 2017: l’uomo era caduto da una altezza di quattro metri. Assolte le due operatrici socio sanitarie
Sassari È stata condannata a quattro mesi di reclusione Maria Lina Piga, presidente della cooperativa “Serenissima” che gestiva la comunità alloggio per anziani di Codrongianos dove, nel 2017, morì un uomo di 75 anni dopo una caduta da quattro metri. Il giudice Valentina Nuvoli ha invece assolto “per non aver commesso il fatto” le due operatrici socio-sanitarie Irene Loi e Maria Maddalena Demontis, imputate insieme alla presidente per omicidio colposo.
La sentenza
La sentenza è stata pronunciata oggi, 8 gennaio, dal tribunale di Sassari. Il processo, durato sette anni e mezzo, ha ricostruito una vicenda drammatica avvenuta nella notte tra il 13 e il 14 ottobre 2017. L’anziano, affetto dal morbo di Parkinson, era ospite nella struttura di Codrongianos, una comunità alloggio privata ma in regime di convenzione.
All’interno dell’edificio aveva notato una scala appoggiata a un muro, vi era salito e si era poi lanciato nel vuoto da un’altezza di circa quattro metri. Le lesioni erano state gravissime: bacino fratturato, costole rotte, dolori continui. Dopo oltre cento giorni di agonia, l’uomo era morto in ospedale. Prima dell’incidente i figli avevano deciso di affidarsi a una struttura di accoglienza. Non si trattava di una Rsa, ma – come emerso in aula – i gestori avevano assicurato la disponibilità a ospitare una persona bisognosa di assistenza, seppur non allettata.
La morte
Quella notte, secondo quanto accertato dalle indagini, il 75enne aveva manifestato segni di forte agitazione e insofferenza. Il personale della comunità aveva quindi chiamato un’ambulanza e disposto il trasferimento al pronto soccorso del Santissima Annunziata di Sassari. Qui i medici avevano aumentato la dose dei tranquillanti e disposto le dimissioni. Era stato uno dei figli a riaccompagnarlo nella struttura di Codrongianos a tarda notte. Poche ore dopo si era verificato l’incidente mortale.
Nel corso della requisitoria, il pubblico ministero Angelo Beccu aveva chiesto la condanna della sola presidente della cooperativa, sollecitando invece l’assoluzione delle due oss. Secondo l’accusa, Piga non avrebbe dovuto accettare né mantenere in struttura un ospite affetto da una grave demenza, più volte protagonista di tentativi di fuga. «Non era autosufficiente né in grado di collocarsi nel tempo e nello spazio – aveva spiegato il pm – e per questo doveva essere allontanato». Il giudice ha accolto l’impostazione della Procura, ritenendo sussistente la responsabilità della presidente della cooperativa e scagionando le due operatrici socio-sanitarie. Maria Lina Piga e Irene Loi erano difese dagli avvocati Pietro Fresu e Carlo Pinna Parpaglia, mentre Maria Maddalena Demontis era assistita dall’avvocato Luigi Esposito. I familiari della vittima si erano costituiti parte civile con l’avvocato Alessandra Delrio. L’avvocato Carlo Pinna Parpaglia ha annunciato che una volta lette le motivazioni presenterà ricorso in appello.
