La Nuova Sardegna

Sassari

L’avvistamento

Il ritorno del falco pescatore: lo straordinario avvistamento a Porto Conte

Il ritorno del falco pescatore: lo straordinario avvistamento a Porto Conte

Le telecamere del Parco documentano l’arrivo di una femmina già seguita tra Baleari e Toscana

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Sassari Un nuovo, straordinario avvistamento conferma il ruolo centrale del Parco naturale regionale di Porto Conte nella tutela dei grandi rapaci del Mediterraneo.

Nei giorni scorsi, grazie al sistema di videosorveglianza installato lungo la penisola di Capo Caccia, è stata osservata una femmina di falco pescatore inanellata nelle Baleari, già nota ai ricercatori per i suoi spostamenti tra Spagna e Toscana, ora presente su un nido nei pressi di Isola Piana, dove potrebbe avviarsi una nuova stagione riproduttiva.

La femmina, identificata grazie a un anello giallo con sigla L7, è stata ripresa in compagnia di un maschio sullo stesso nido che nella primavera scorsa aveva ospitato una coppia capace di portare all’involo tre pulli. L’atteggiamento tranquillo e confidente osservato nelle immagini lascia supporre che possa trattarsi proprio della stessa coppia.

UNA VIAGGIATRICE DEL MEDITERRANEO La storia di questo esemplare racconta meglio di ogni dato l’importanza del monitoraggio scientifico attivo a Porto Conte. Nata nella primavera del 2017 sull’isola di Cabrera, nelle Baleari, la femmina è stata inanellata sul nido il 9 giugno dello stesso anno. Da allora è stata osservata più volte lungo le rotte migratorie: nel 2018 in Andalusia, nella grande area umida delle Marismas del Odiel, nel 2021 all’Isola di Montecristo grazie a una telecamera su un nido artificiale, e successivamente più volte nello stagno di Calich, all’interno del Parco di Porto Conte.

Dopo l’ultima osservazione del 2023, la femmina è tornata a farsi vedere l’11 dicembre scorso proprio grazie a una nuova telecamera installata solo dieci giorni prima sull’Isola Piana, confermando ancora una volta l’efficacia di questo sistema di controllo “da remoto”.

UN LABORATORIO A CIELO APERTO Le immagini arrivano da una rete di telecamere di videosorveglianza messa a punto dal Parco per monitorare le tre specie simbolo dell’area protetta: falco pescatore, grifone e capovaccaio. Un sistema pensato in particolare per seguire l’eccezionale ritorno alla nidificazione del falco pescatore, giunto ormai alla sesta stagione riproduttiva consecutiva, con tre nidi attivi, uno dei quali nella zona di riserva integrale dell’Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana.

Il monitoraggio continuo, attivo 24 ore su 24 e a impatto zero sugli animali, consente di raccogliere informazioni preziose sui comportamenti, sugli spostamenti e sulle fasi riproduttive, fino a conoscere con precisione l’orario di nascita dei pulli. Gli stessi giovani vengono poi inanellati e dotati di GPS, strumenti fondamentali per ricostruire le rotte migratorie e individuare eventuali aree di rischio.

UN MODELLO DI ECCELLENZA «Il Parco dispone oggi di un sistema di monitoraggio unico in Italia e all’avanguardia per strumenti, tecnologie e metodologie utilizzate – sottolinea Giampiero Sammuri, responsabile del progetto –. Le tecnologie svolgono un ruolo centrale per l’avanzamento delle conoscenze e per la tutela delle specie, senza impatti e rischi, facendo del Parco di Porto Conte e della Sardegna un modello virtuoso». L’analisi delle immagini è affidata, nell’ambito del progetto nazionale “Falco pescatore Italia”, all’esperto tecnico faunista Vincenzo Rizzo Pinna, mentre il coordinamento scientifico è guidato da Andrea Sforzi.

Il progetto coinvolge numerose aree protette italiane e vede Porto Conte protagonista anche di una nuova iniziativa tutta sarda, in fase di finanziamento, che lo vedrà capofila insieme al Parco nazionale dell’Asinara e all’Area marina protetta di Tavolara – Punta Coda Cavallo. Un ulteriore tassello che rafforza il ruolo del territorio di Porto Conte come snodo strategico per la conservazione della biodiversità mediterranea.

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