La Nuova Sardegna

Sassari

La denuncia

Sorso, 23enne ucciso sulla statale 200: rabbia e dolore, la disperazione degli amici

di Luca Fiori
Sorso, 23enne ucciso sulla statale 200: rabbia e dolore, la disperazione degli amici

«Rischiamo la vita tutti i giorni»: Oussama stava percorrendo a piedi la statale per tornare nella comunità dove viveva

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Inviato a Sorso «È assurdo, ogni giorno dobbiamo percorrere quattro chilometri a piedi dalla fermata dell’Arst fino alla comunità. Rischiamo la vita tutti i giorni». È con queste parole, pronunciate un po’ in arabo e un po’ in francese, che due amici di Oussama Mahjoub, il giovane tunisino di 23 anni travolto ieri sera 20 gennaio lungo la S.S. 200 in località Marritza, esprimono tutta la loro disperazione. Uno dei due, visibilmente scosso, si stringe il volto tra le mani, mentre l’altro indica la strada e le auto che gli sfrecciavano accanto.

La tragedia si è consumata attorno alle 21.30 del 20 gennaio, quando Oussama stava percorrendo a piedi la statale, rientrando nella comunità dove viveva. Era appena sceso dal pullman proveniente da Sassari, dove si era recato per tagliare i capelli ad alcuni connazionali ospitati in altri centri di accoglienza. Una lunga passeggiata di ritorno a casa, diventata fatale. Arrivati sul luogo dell’incidente, i soccorritori e i carabinieri hanno trovato una scena drammatica: pezzi di auto sparsi lungo il bordo della carreggiata, una cunetta che raccoglie il corpo ormai senza vita del giovane e, sull’erba, tracce di sangue che segnano il punto esatto dell’impatto. La torcia del cellulare di Oussama rimasta accesa, quasi a indicare una luce flebile in mezzo al buio, l’ultima presenza della sua vita. L’automobilista ha raccontato di essersi fermato subito dopo l’impatto, di non aver visto il giovane e di essersi recato presso la stazione dei carabinieri di Valledoria per dare l’allarme. Solo verso le 23, le ricerche coordinate dai carabinieri della stazione di Sorso e della Compagnia di Porto Torres hanno permesso di ritrovare il corpo nella cunetta. I soccorsi del 118 sono stati purtroppo inutili. Ora la tragedia di Oussama riaccende il problema della mancanza di fermate dei mezzi pubblici lungo la statale.

Dal 2020, dopo la cancellazione delle fermate dell’Arst, l’unica rimasta operativa si trova a 4,5 chilometri di distanza dalla comunità, in località Tres Montes. Una distanza enorme per chi deve camminare lungo una strada stretta, isolata e poco illuminata. Le associazioni locali, come Giovani in Cammino e Casale dei Pini, insieme alla popolazione residente, avevano più volte segnalato la pericolosità del tratto e chiesto il ripristino delle fermate. Il progetto era già stato finanziato nel 2023 dall’Assessorato regionale dei Trasporti, con fondi affidati ad Arst. Ma i lavori non sono mai iniziati, lasciando chi cammina lungo la statale esposto a rischi quotidiani.«Ogni volta che attraversiamo la strada», raccontano gli amici di Oussama, «abbiamo paura. Non è possibile che succedano incidenti così, senza che nessuno faccia nulla».

La rabbia, la disperazione e il dolore si mescolano in quelle parole, mentre gli amici del 23enne  osservano i segni della tragedia: sangue sull’erba, pezzi di auto e le tracce dei rilievi. La Procura della Repubblica di Sassari ha aperto un’inchiesta per omicidio stradale, mentre i carabinieri continuano a ricostruire la dinamica dell’impatto.  Oussama Mahjoub, arrivato in Italia il 29 settembre 2025, era in attesa di fotosegnalamento e permesso di soggiorno. Aveva 23 anni e stava tornando a casa da una semplice commissione, come fanno ogni giorno centinaia di persone lungo quella strada. Ieri sera con la lieve luce del suo smartphone a guidarlo era quasi arrivato in comunità, prima che la sua vita venisse spezzata a soli 23 anni.

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