Sassari, la svolta per il centro storico arriva dai commercianti: nasce l’Associazione San Donato
Il comitato mette insieme esercenti e cittadini: «Amiamo la città vecchia, faremo rete e iniziative culturali»
Sassari Prima le luminarie di natalizie, regalate alla città e po lasciate accese anche dopo le feste. Poi le polemiche, arrivate da lontano, con un articolo di un quotidiano nazionale che ha restituito un’immagine cupa e parziale del centro storico di Sassari. Infine, quasi naturalmente, una reazione collettiva: trasformare la difesa di un quartiere in un progetto condiviso.
È così che è nata l’Associazione commercianti San Donato, una nuova realtà che mette insieme pubblici esercenti e residenti della città vecchia, decisi a fare del centro storico non un problema da raccontare, ma una risorsa da costruire.
L’innesco è stato il Natale, non un Natale qualsiasi, ma quello vissuto nelle strade del quartiere, con un albero condiviso e le luminarie installate in via Rosello e nel tratto di via Lamarmora fino a piazza Tola da Francesco Mulas e Luciano Sannia, titolari della Farmacia al Rosello.
Un’iniziativa interamente autofinanziata, nata non per decorare, ma per dare un segnale urbano, illuminare le vie commerciali, guidare cittadini e visitatori dal parcheggio del mercato civico verso il centro, rendere le strade più accoglienti e attrattive, prima per gli acquisti natalizi e poi in vista dei saldi.
Quelle luci, però, non si sono spente con la fine delle festività. I titolari della farmacia hanno deciso infatti di mantenerle accese anche in gennaio, accompagnando residenti e passanti verso il centro storico in un periodo cruciale per il commercio. Una scelta che va oltre l’estetica e diventa una presa di posizione: sostenere il commercio di prossimità, credere nella vitalità delle strade quando sarebbe più facile spegnere tutto.
In questo clima qualche giorno fa si è inserita la polemica, nata dopo la pubblicazione di un articolo che ha descritto il centro di Sassari facendo leva su singoli episodi di cronaca. Una narrazione che ha colpito chi in quelle strade vive e lavora ogni giorno. Non tanto per la negazione delle criticità – che nessuno ignora – quanto per l’assenza di contesto, di equilibrio, di riconoscimento verso una comunità che da anni resiste e investe. Da qui, la scelta della Farmacia al Rosello di prendere posizione. Attività profondamente radicata nel tessuto sociale e sanitario del quartiere, ha respinto l’immagine restituita da chi forse non è mai stato in città, ribadendo che il centro di Sassari è fatto di comunità, professionalità, servizi essenziali e vita quotidiana, non solo di cronaca isolata.
«È stato naturale chiederci cosa potessimo fare di concreto – spiegano i promotori – difendere il quartiere significa non chiudersi a riccio, ma aprirsi, fare rete, costruire qualcosa di positivo». Da questa convinzione nasce la nuova associazione, con l’obiettivo di rivalorizzare l’area, partendo dal contributo di chi lavora quotidianamente nel centro storico e di chi ha scelto di viverci, spesso da generazioni, ma anche di nuove famiglie e giovani coppie che hanno deciso di costruire qui il proprio progetto di vita.
L’Associazione commercianti San Donato non nega i problemi. Al contrario, li colloca dentro una visione più ampia. Le criticità del centro storico di Sassari sono simili a quelle di molte altre città italiane. I processi di recupero sono complessi, i tempi lunghi, e le amministrazioni – passate e presenti – stanno lavorando per invertire la rotta. Ma l’attesa non può diventare immobilismo. «Se viene meno l’ottimismo – sottolinea Luciano Sannia – le cose non si fanno. Il cambiamento deve partire anche da chi il centro lo vive ogni giorno». Tra gli obiettivi del Comitato ci sono la collaborazione con i centri commerciali naturali, la promozione di iniziative culturali e sociali, la valorizzazione del patrimonio storico e umano del quartiere, il dialogo con le istituzioni e il racconto di un centro storico che funziona, lavora, produce servizi e qualità. Un’azione che non si limita agli eventi, ma punta a ricostruire fiducia e senso di appartenenza.
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