I consorzi di bonifica sardi eleggono il presidente: ecco chi è
Le sfide che dovrà affrontare, dalla siccità all’assenza di contatori fino alle perdite: il 40% dell’acqua non arriva nei campi
Sassari Gavino Zirattu è stato riconfermato per acclamazione alla guida di Anbi Sardegna, l’associazione che rappresenta e coordina i sette Consorzi di bonifica dell’Isola.
La rielezione giunge in un momento particolarmente delicato, segnato da siccità ricorrenti, crescente rischio idrogeologico e dagli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici. Le recenti precipitazioni hanno migliorato il livello degli invasi, ma il presidente invita alla prudenza: «La pioggia caduta in queste settimane rappresenta un segnale positivo per le nostre riserve idriche, ma non può essere scambiata per la soluzione definitiva di criticità strutturali che si trascinano da troppo tempo».
Per il nuovo mandato, il presidente individua quattro priorità strategiche.
Misurazione e trasparenza dei consumi: «Non è più rinviabile il completamento del piano dei contatori: parlare di gestione moderna dell’acqua senza una rilevazione puntuale dei volumi in ingresso e in uscita è semplicemente anacronistico».
Riduzione delle perdite di rete: «Oltre il 40% dell’acqua immessa nelle condotte si disperde prima di raggiungere le aziende. È una perdita che il sistema non può più permettersi».
Interconnessione degli invasi: «Nel Nord-ovest la Nurra deve poter contare sia sul sistema del Coghinas sia su quello Temo–Cuga: solo un’infrastruttura interconnessa garantisce resilienza e stabilità produttiva».
Nuovi invasi e adeguamento delle opere esistenti: «Non dobbiamo temere la realizzazione di nuovi bacini dove vi siano sostenibilità e necessità. Le dighe hanno protetto la Sardegna dalla siccità e dal rischio idraulico; oggi però il clima è più estremo rispetto al passato e le infrastrutture vanno aggiornate e, dove serve, integrate».
