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Sassari, il vecchio carcere di San Sebastiano verrà dato in affitto: ecco cosa ospiterà

di Davide Pinna
Sassari, il vecchio carcere di San Sebastiano verrà dato in affitto: ecco cosa ospiterà

L’agenzia del Demanio pubblica un bando per l’utilizzo di San Sebastiano

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Sassari Spazioso locale per eventi affittasi all’angolo fra via Roma e via Asproni. Ottima posizione, vista panoramica, a patto che non si badi alle sbarre. Sì, perché l’edificio in questione non è un palazzo qualunque, ma è nientemeno che lo storico carcere di San Sebastiano, chiuso nel 2013, ma non per questo scomparso dalla geografia cittadina. Ora, l’Agenzia del Demanio prova a immaginare un altro futuro, per quanto temporaneo, per il colosso costruito alla metà dell’Ottocento nella allora periferia di Sassari dall’architetto piemontese Giuseppe Polani. Un luogo di dolore che diventa un luogo della cultura? L’idea è questa, anche se non è definitiva: il bando avrà una durata massima di 18 mesi, poi il programma prevede che parta il cantiere per la realizzazione della tanto attesa – ma finora rimasta solo sulla carta – cittadella giudiziaria.

Il bando

L’avviso, firmato dal direttore regionale dell’Agenzia del Demanio Gianluca Palla, è stato pubblicato sul sito dell’Agenzia del Demanio a inizio dicembre. L’annuncio è passato un po’ in sordina, ma c’è ancora tanto tempo a disposizione degli interessati. La scadenza per la presentazione delle domande, infatti, è fissata per mezzogiorno dell’8 aprile. L’oggetto del bando è la concessione temporanea, per un periodo minimo di sei mesi e massimo di 18 – e comunque non oltre il 31 marzo 2028 – di alcune parti del vecchio carcere. E attenzione, perché il costo è tutt’altro che fuori portata: la base d’asta 250 euro al mese, anche se chi vincerà il bando dovrà farsi carico anche delle spese accessorie, come quelle per le utenze.

Gli spazi

Il vecchio carcere si estende su un’area di poco meno di due ettari. L’area interessata dalla concessione temporanea è di 2.500 metri quadri, poco più di un decimo dell’intera superficie. Si tratta della corte interna collegata con l’ingresso di via Mazzini, del braccio che da qui conduce alla rotonda, la stessa rotonda e infine del braccio che si allunga verso la parte bassa di via Asproni, con il giardino adiacente. Uno spazio vastissimo, che si presta a diversi tipi di utilizzo.

Il progetto

Quelli previsti dal bando sono di natura strettamente culturale. E sono il fulcro dell’intervento, dato che l’offerta tecnica vale ben 80 dei 100 punti a disposizione per stilare la graduatoria che determinerà l’assegnazione degli spazi. «La proposta dovrà essere in linea con il contesto di riferimento e rappresentare le funzioni (attività turistiche, sociali, ricreative, culturali, di tutela ambientale, di scoperta del territorio e di promozione dei prodotti locali) e le modalità di intervento previste, in relazione alla natura del bene e del grado di tutela» si legge nel bando. Uno spettro di attività abbastanza ben definito, all’interno del quale si possono immaginare mostre, presentazioni, performance artistiche, ma anche laboratori o atelier temporanei. Il progetto vale 40 punti, altri 40 vengono assegnati per la valutazione del ritorno sul territorio.

Il bando premierà i progetti che prevedono una ricaduta turistica, sociale, culturale e ambientale, che aiuteranno a promuovere Sassari e il suo territorio, che faciliteranno l’accesso dei cittadini al bene e che creeranno una rete, coinvolgendo più associazioni e soggetti. Infine, verranno assegnati 15 punti per il rialzo più consistente sul canone base di 250 euro e altri 5 andranno a premiare il progetto dalla minor durata. Sulla carta, ci sono tutti gli ingredienti per creare uno spazio interessante e vivo nel cuore della città. L’Agenzia del Demanio ha dato le carte, ora è il momento di giocarle.

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