La Città del Surf, a Sassari cresce l’onda della solidarietà: già raccolti quattromila euro
Sport e inclusione nel l’ex centro sociale di Villa Assunta: il progetto della Bonga Surf Family di Marco Pistidda
Sassari Quattromila euro raccolti in pochi giorni per ridare vita all’ex centro sociale di Villa Assunta e far nascere, tra Sassari e Alghero, la città del surf. Sale alta l’onda della raccolta fondi lanciata dalla Bonga Surf Family per realizzare la “Surf Factory”, il centro polifunzionale che punta a diventare un punto di riferimento per sport, inclusione e cultura del surf a pochi chilometri dal tempio delle onde, Porto Ferro. L’obiettivo è recuperare i circa 270 metri quadrati dell’ex centro sociale della frazione, oggi in gran parte degradato, che l’associazione guidata dal longboarder e coach Marco “Bonga” Pistidda ha ottenuto dal Comune attraverso il bando riservato ai progetti di promozione sociale del Terzo settore.
La città del surf
Per rimettere in piedi la struttura servono lavori importanti. Da qui la scelta di avviare una campagna di crowdfunding – il link per partecipare è nelle pagine social della Bonga Surf Family e dello stesso Pistidda – che in pochi giorni ha già superato i 4mila euro, raccolti con circa cento piccole e medie donazioni. Un segnale forte di una comunità che si riconosce in un progetto nato dal legame con il territorio e con il mondo del surf, che aspira a fare un nuovo salto di qualità. «Siamo la Bonga Surf Family – spiegano i promotori – un’associazione nata dall’amore per la natura. Da anni uniamo sport, educazione e progetti sociali. Con questa raccolta fondi vogliamo dare vita alla Bonga Surf Factory, uno spazio aperto alla comunità dove le persone vengono prima di tutto».
Sport e inclusione
La Surf Factory non sarà soltanto la sede di una scuola di surf. L’idea è creare uno spazio multifunzionale dove lo sport diventi occasione di benessere, incontro e inclusione. Oltre che di rigenerazione territoriale nel complesso mondo delle borgate sassaresi. Il progetto prevede una palestra per la preparazione atletica, aree dedicate a yoga e pilates, spazi per la rieducazione motoria, una zona di accoglienza e socializzazione e ambienti destinati a incontri, formazione e attività socio-culturali. È prevista anche una foresteria per ospitare collaborazioni, professionisti e progetti legati alla cultura del surf. La struttura rappresenta il naturale sviluppo del percorso iniziato nel 2014 da Marco Pistidda e la sua sempre più larga famiglia con la Bonga Surf School, la prima scuola di surf itinerante del Nord Sardegna, che negli anni ha affiancato all’attività sportiva iniziative di surf therapy, progetti dedicati all’inclusione e percorsi di educazione ambientale. Un lavoro che ha coinvolto terapisti, biologi ed esperti di scienze motorie e che ha portato la Bonga Family a collaborare anche con l’Università di Sassari in sperimentazioni sugli interventi motori adattati in ambiente naturale, tra cui percorsi rivolti a persone con malattia di Parkinson. «Il surf è quanto di più terapeutico possa esistere – racconta Pistidda –. Ti connette a un ambiente fluido, in continuo movimento, che devi imparare a leggere e gestire. È una cura per il corpo e per l’anima».
La raccolta fondi
La raccolta fondi servirà a finanziare gli interventi più urgenti: opere murarie, adeguamento degli impianti, sistemazione degli spazi e lavori per garantire l’accessibilità della struttura. L’idea è restituire vita a uno spazio oggi inutilizzato e trasformarlo in un punto di riferimento non solo per chi vive il surf, ma anche per chi si avvicina per la prima volta ai suoi valori. «La Bonga Surf Factory – spiegano ancora dall’associazione – è l’evoluzione naturale di quello che già facciamo. Uno spazio stabile dove far crescere progetti sportivi, sociali e ambientali e costruire qualcosa che resti al servizio delle persone e del territorio». La raccolta fondi è solo il primo passo. Ma se l’onda continuerà a salire, Villa Assunta potrebbe presto riempirsi di vita, surf e solidarietà.
