La scia delle spaccate a Sassari non si ferma, Fois: «I commercianti non dormono più, chiediamo più controlli»
L’appello del presidente territoriale della Confcommercio e della Fipe: «Servono più uomini in strada e una presenza costante delle forze dell’ordine»
Sassari Più controlli, più uomini in strada, una presenza costante delle forze dell’ordine e, se necessario, anche il coinvolgimento di vigilanza privata per presidiare il centro. È un appello netto, quasi un grido d’allarme, quello lanciato da Alberto Fois, presidente territoriale di Sassari della Confcommercio e della Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), dopo l’ennesima spaccata notturna nel centro della città. L’ultimo colpo - con le stesse modalità dei giorni scorsi - è stato messo a segno ai danni di una barberia di via Enrico Costa. Era circa l’una e mezza del mattino di ieri, quando il rumore dei vetri infranti ha svegliato una residente. La donna si è affacciata dalla finestra, ha urlato contro i ladri nel tentativo di metterli in fuga. Un gesto che però non è bastato a fermarli. I malviventi - sempre in due come nelle precedenti “spaccate” - hanno completato il colpo, distruggendo la vetrata e portando via pochi euro dalla cassa, per poi scappare nel buio. A fare i conti con l’ennesimo episodio è il titolare, Edoardo Cuboni, amareggiato per un danno che supera di gran lunga il bottino.
«La gente non dorme tranquilla – spiega Alberto Fois – e i commercianti vivono con l’incubo che ogni notte qualcuno possa arrivare e sfondare una vetrina per rubare quattro spiccioli. Così non si può andare avanti». È proprio da questa escalation, che sembra inarrestabile, che nasce la preoccupazione espressa da Fois, lui stesso vittima di una spaccata a gennaio nel suo locale, il Caffè Emiciclo.
«Non è possibile – insiste – che tutte le notti queste persone girino indisturbate per la città e nessuno le fermi. Servono più pattuglie, più presìdi, bisogna far sentire la presenza dello Stato. Se le risorse non bastano, si trovino soluzioni, anche coinvolgendo soggetti privati, ma qualcosa va fatto, e subito».
Il presidente della Fipe sottolinea come il problema non sia solo economico, ma anche psicologico. «Qui si sta creando un clima pesante – dice – perché chi lavora nel centro vive con l’ansia continua. I commercianti dormono male, si alzano la mattina con la paura di trovare la vetrina distrutta e di dover affrontare spese importanti. Non possiamo accettare passivamente questa situazione».
Negli ultimi mesi la città è stata attraversata da una sequenza impressionante di spaccate, tutte caratterizzate dallo stesso schema: vetri infranti, ingressi rapidi e casse svuotate per pochi euro. Per questo Fois torna a chiedere un confronto immediato con le istituzioni. «Serve un incontro urgente con il sindaco e con le forze dell’ordine – conclude – per mettere in campo misure efficaci. Non si può continuare a vivere con questo livello di insicurezza. Il centro deve essere un luogo sicuro, non un bersaglio notturno».
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