Sassari, il consiglio comunale dice sì al nuovo Eurospin a Predda Niedda – L’opposizione all’attacco
Il discount nell’uliveto, la maggioranza unita. Il sindaco Mascia: «Non dribbliamo le responsabilità»
Sassari La partita politica è chiusa: il consiglio comunale ha approvato, con 22 sì, 8 no e un non votante (il presidente dell’assemblea, Mario Pingerna) la convenzione con i privati che hanno proposto la costruzione di un nuovo discount in un uliveto sulla strada 1bis di Predda Niedda, a due passi dalla popolosa frazione di Li Punti. La partita tecnica, invece, è ancora aperta, perché ora – dopo il sì alla convenzione – il progetto della veronese Spesa Intelligente (la società titolare dell’insegna Eurospin) e della sassarese Futuristica tornerà al vaglio della conferenza di servizi, al termine della quale verrà rilasciato, con tutte le prescrizioni degli enti coinvolti, il permesso di costruire.
Il voto
Il voto è arrivato dopo un lungo dibattito, circa due ore: e se la maggioranza è stata compatta nel difendere la sua scelta, la minoranza – unita nel no – si è affidata a diversi ragionamenti. È stata l’assessora dell’Urbanistica Maria Francesca Fantato a presentare i dettagli del progetto: «Siamo in zona D, in un’area quindi dove strutture di questo tipo sono previste dalle norme urbanistiche. Ed è così dagli anni Ottanta» ha spiegato l’esponente Dem. Che ha sottolineato con favore il dibattito nato in città sul progetto e ha ricordato le prescrizioni inserite dall’amministrazione comunale nella convenzione: «Il riordino catastale dell’area, indicazioni sul tracciato degli impianti, l’obbligo di invarianza idraulica e soprattutto l’obbligo di piantare nuovamente gli ulivi che verranno espiantati». Prescrizioni non sufficienti, secondo il consigliere di Forza Italia Vanni Azzena: «Cancelliamo una zona verde e sacrifichiamo il patrimonio ambientale in favore del cemento, in una zona come Predda Niedda che non ha bisogno di altre strutture di questo tipo». Pietro Pedoni, Fratelli d’Italia, ha sottolineato i pericolo di un nuovo supermercato per i piccoli negozi del centro storico. Si è concentrato sul ruolo della politica Mariano Brianda (Costituente per Sassari): «Non siamo passacarte. E la città sta dicendo chiaramente che non vuole un nuovo supermercato. Chi oggi voterà sì, sta dicendo che invece lo vuole, perché la giurisprudenza ci ha spiegato che questi progetti possono essere bocciati, senza timore di risarcimento».
Il capogruppo di Fratelli d’Italia Roberto Cadeddu ha spostato l’attenzione sul Puc: «Dicevate di voler cambiare la città, ma si può fare solo se si cambiano le regole. C’è un Puc inadeguato ai tempi e c’è un piano del commercio da rifare: vi abbiamo esortato tante volte a farlo e ribadiamo che è un vostro compito». Duri i toni dell’ex assessore dell’Ambiente Antonello Sassu: «La sinistra sassarese ha saltato il fosso, ha lasciato il campo dell’ambientalismo per andare dall’altra parte. Spostiamo 300 alberi, che non sappiamo dove finiranno, e al loro posto arriverà cemento e inquinamento». Alessandra Corda, capogruppo di Sardegna al Centro 20Venti, ha fatto riferimento a un’altra complicata partita urbanistica, quella sul progetto della cagliaritana Maspa per un area commerciale-residenziale all’angolo fra via degli Astronauti e via Luna e Sole: «Perché oggi ci dite che è una scelta obbligata, ma in quel caso la politica invece si è mossa?». Dopo il fuoco di fila dell’opposizione è arrivata la risposta dai banchi della maggioranza. «Non si può bocciare una pratica tecnicamente perfetta, che prevede un market in zona urbanistica D2.1, votata quindi a questo tipo di strutture» ha detto Nicola Ribichesu (Avs), mentre Antonio Paoni del Pd ha accusato la minoranza di aver fatto interventi populisti e campati in aria, provocando proteste dall’opposizione. «I politici non devono farsi trascinare dai social» ha detto Alessandro Boiano (Orizzonte Comune), mentre Rossana Serratrice (Pd) ha aggiunto: «Non possiamo bocciare una iniziativa privata che rispetta le regole. Questo significa fare l’interesse pubblico». Parole simili dalla Dem Antonietta Fois: «Finché il Puc non sarà cambiato, è legge. E noi quella legge dobbiamo rispettare». Ultimo intervento, prima delle repliche della giunta, quello dell’ex assessore dell’Urbanistica Nicola Lucchi (che non ha poi partecipato al voto): «Oggi daremo luogo a un’operazione brutale, e accanto c’è un altro lotto che potrebbe essere al centro di progetti simili. Ma purtroppo è una situazione delicata e abbiamo uno strumento urbanistico debole e cieco rispetto alle esigenze della città. Allora usiamola come lezione, per ricordarci che queste regole dobbiamo cambiarle». La prima replica è arrivata dall’assessora Fantato: «È semplice dire alle persone ciò che vogliono sentirsi dire, ma chi fa politica non dovrebbe farlo. Ci accusate di sacrificare gli ulivi, ma lo scempio degli uliveti attorno a Sassari è stato consumato da anni. E di attività commerciali se ne sono insediate tante, senza che però il consiglio, come faremo questa volta, potesse imporre dei vincoli».
Il sindaco
Poi, il lungo intervento del primo cittadino Giuseppe Mascia, che ha provocato la minoranza: «Se dicessi ai miei di uscire dall’aula, non credo che votereste no: perché in quel caso arriverebbero gli effetti di questa scelta. Il fatto è che noi possiamo dire a testa alta che non dribbliamo le responsabilità, non facciamo scelte di nascosto». Il riferimento è alle possibili richieste di risarcimento da parte dei proponenti, in caso di bocciatura della convenzione. Mascia ha poi aggiunto «Scorretti i riferimenti alla pratica Maspa, perché lasciano intendere che ci siano preferenze. Non è così, e con i tecnici di Maspa stiamo discutendo e facendo un ragionamento corale». Infine l’apertura sul Puc: «È vero che bisogna mettergli mano. Ma lo faremo con parsimonia e oculatezza».
