Mauro Pisano, il medico che cura il cuore e s’interroga sulla fragilità umana
Il direttore della Cardiologia di Nuoro pubblica “La matematica del matto”. La presentazione in anteprima il 7 maggio alla biblioteca comunale di Sassari
Sassari Cura il cuore con rigore scientifico, ma non rinuncia a interrogare ciò che della realtà resta inspiegabile. È questa doppia tensione, tra precisione e dubbio, che definisce la figura di Mauro Pisano, protagonista della terza puntata di “Scrittori per caso”, la rubrica della Nuova Sardegna dedicata ai sassaresi che affiancano alla propria professione la scrittura.
Sessantun anni, sassarese, direttore della Cardiologia della Asl di Nuoro e del Dipartimento di Area Medica, Pisano è uno di quei medici che ogni giorno si muovono sul confine sottile tra lucidità clinica ed empatia umana, tra la necessità di restare freddi e la difficoltà di non farsi attraversare dalle storie degli altri. Il suo lavoro è fatto di responsabilità e innovazione.
Negli ultimi anni ha contribuito a rafforzare la Cardiologia dell’ospedale San Francesco di Nuoro come punto di riferimento regionale, con risultati concreti, dalle procedure di aritmologia pediatrica che hanno evitato a molti bambini lunghi viaggi fuori dall’isola, fino all’introduzione di tecniche avanzate e mininvasive, passando per interventi altamente specialistici come la cardioneuroablazione per le sincopi neuromediate. Ma c’è anche un’altra frontiera su cui ha lavorato, quella della medicina “sociale”.
Il progetto di telemonitoraggio per lo scompenso cardiaco, che ha coinvolto centinaia di pazienti, ha dimostrato come sia possibile seguire gli anziani direttamente da casa, riducendo i ricoveri e garantendo continuità assistenziale anche nelle zone più isolate. Un modello che guarda al futuro, in una Sardegna sempre più anziana e fragile. «L’equità delle cure è fondamentale – sottolinea – anche chi vive lontano deve avere accesso a un’assistenza di qualità».
Eppure, dentro questa dimensione rigorosa e spesso durissima, esiste uno spazio diverso, più intimo. «In professioni come questa il rischio è diventare cinici – racconta Pisano – quasi per difesa. La difficoltà è trovare un equilibrio, mantenere la lucidità senza perdere l’empatia». È da questa tensione che nasce anche la sua scrittura, una passione coltivata da sempre, anche se compressa dai ritmi del lavoro. «Mi piacerebbe dedicarle più tempo, ma servirebbero giornate di trentasei ore. Eppure non dovremmo rinunciare a ciò che ci fa stare bene, sono queste cose a restituirci una parte essenziale di noi».
Il suo primo romanzo, La matematica del matto, pubblicato qualche giorno fa in self publishing, riflette esattamente questo sguardo. Non è una storia lineare, ma una lenta incrinatura della realtà. All’inizio tutto appare stabile, ordinato, riconoscibile. Poi emergono dettagli fuori posto, piccoli scarti che spostano il confine tra logica e smarrimento. «Il libro nasce proprio in quello spazio ambiguo – spiega Pisano – non mostra troppo, non dà risposte facili, ma lascia intuire che sotto la superficie ci sia qualcosa che continua a muoversi».
Il lettore entra così in un labirinto mentale progressivo, dove il dubbio cresce senza mai perdere coerenza narrativa. Le sue letture raccontano molto di questo approccio. Dal realismo magico sudamericano a Jorge Luis Borges, che definisce “un caleidoscopio di intuizioni”, fino alla letteratura russa e a Jean-Paul Sartre. Libri che non si limitano a narrare, ma aprono domande, creano tensioni, continuano a lavorare dentro il lettore. “La matematica del matto” accompagna chi legge dentro una realtà solo apparentemente calma, dove ogni certezza si incrina lentamente. Non cerca spiegazioni immediate, ma preferisce insinuare, suggerire, lasciare spazio all’inquietudine. Ed è forse qui che si incontra con la medicina, nella capacità di osservare, cogliere segnali minimi, accettare che non tutto sia immediatamente comprensibile.
Il libro sarà presentato a Sassari il 7 maggio alle 18 nella biblioteca comunale di piazza Tola, primo appuntamento di una serie di incontri che toccheranno anche Nuoro. Un’occasione per conoscere un autore che arriva alla scrittura non per mestiere, ma per necessità. “Scrittori per caso” continua così a raccontare storie che stanno in equilibrio tra mondi diversi. In questo caso tra corsie ospedaliere e pagine di un romanzo, tra numeri e intuizioni, tra il cuore come organo e il cuore come metafora. Perché a volte chi lavora ogni giorno con la realtà più concreta sente anche il bisogno di esplorarne le crepe più profonde.
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