Sassari, in piazza Porrino riparte la protesta: «Qualcuno porti via quei detriti»
Nel 2023 i residenti fecero smantellare il distributore ora chiedono la bonifica. Un anno dopo i lavori di carotaggio dei serbatoi sono rimasti i sacchi con i rifiuti
Sassari «Questa situazione non è più tollerabile, quei rifiuti devono essere portati via». La voce è quella di Mariella Casti, l’edicolante di piazza Porrino, diventata negli anni il punto di riferimento del quartiere di Luna e Sole e oggi anche il volto di una protesta che cresce e non accenna a fermarsi.
Il tempo qui si è fermato al 4 giugno del 2025, il giorno in cui sotto l’ex distributore dismesso, accanto all’edicola, sono state effettuate le campionature per verificare la presenza di eventuali sostanze inquinanti nei serbatoi interrati. Un intervento atteso, invocato, necessario. Ma da allora nulla è cambiato, se non in peggio.
«Hanno scavato, hanno fatto i carotaggi e poi sono spariti – spiega Mariella Casti – lasciando qui tutto il materiale. È passato quasi un anno ed è ancora in mezzo alla strada». Sacchi abbandonati a pochi metri dalle case, esposti alle intemperie e al passaggio quotidiano di residenti, famiglie, bambini e di chi porta a spasso il cane. «Non è solo degrado – insiste – è una mancanza di rispetto verso un intero quartiere».
La rabbia monta perché a mancare non è solo l’intervento, ma anche la verità, nessuno ha comunicato ufficialmente l’esito delle analisi, nessuno ha chiarito cosa sia stato trovato sotto terra, nessuno ha spiegato perché quel materiale sia ancora lì. «Ci hanno lasciato nel dubbio – prosegue l’edicolante – e il dubbio, quando si parla di possibili sostanze inquinanti, fa paura». Una paura che oggi diventa denuncia anche nelle parole dei residenti. «Parliamo di rifiuti speciali – spiega Massimiliano Deligios, che vive nella zona – dentro sacchi di iuta che si stanno deteriorando. Devono essere smaltiti da ditte apposite. È vergognoso che siano ancora qui dopo un anno e che nessuno li porti via». Parole nette, che fotografano una situazione sempre più difficile da giustificare. Perché se quei materiali fossero contaminati, la loro permanenza rappresenterebbe un rischio. Se non lo sono, diventa incomprensibile il motivo per cui non siano stati rimossi.
«In entrambi i casi – incalza Mariella Casti – qualcuno deve assumersi la responsabilità e intervenire subito». Il quartiere, intanto, si è compattato attorno a lei. Negli anni è stata proprio l’edicolante a raccontare passo dopo passo il declino dell’ex distributore. Dall’annuncio della riapertura mai avvenuta nel 2019, all’abbandono, ai vandali, fino allo smantellamento nel 2023 e all’intervento del giugno dello scorso anno che sembrava poter rappresentare una svolta. «Pensavamo fosse la volta buona – ricorda – invece ci ritroviamo punto e a capo, con un problema in più». Perché oggi non c’è solo il degrado visivo, ma un’incertezza che pesa come un macigno sulla quotidianità.
«Qui passano tutti – continua – e nessuno può dire se quello che abbiamo accanto sia pericoloso oppure no». Intanto i sacchi si deteriorano, il materiale resta esposto, e il silenzio delle istituzioni alimenta la tensione. «Non ci fermeremo – avverte Mariella Casti – non possiamo accettare che questa storia venga ignorata ancora. Vogliamo risposte, vogliamo la rimozione immediata di quei rifiuti e vogliamo sapere cosa c’è sotto i nostri piedi». Piazza Porrino resta così sospesa, bloccata tra un passato mai risolto e un presente che continua a preoccupare. Ma questa volta, assicurano i residenti, la protesta non si spegnerà. «È una vergogna – concludono l’edicolante e i residenti – e qualcuno dovrà finalmente intervenire».
