La Nuova Sardegna

Sassari

L’inaugurazione

Sassari, le meraviglie dell’età nuragica restituite alla città

di Luca Fiori

	Una delle sale del museo Sanna riaperte al pubblico (Foto Mauro Chessa)
Una delle sale del museo Sanna riaperte al pubblico (Foto Mauro Chessa)

Riaperto al pubblico il padiglione Marcialis del Museo Sanna

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Sassari Dopo due anni di chiusura e un complesso intervento di restauro e riallestimento, ha riaperto al pubblico il padiglione Marcialis del Museo nazionale archeologico ed etnografico “Giovanni Antonio Sanna” di Sassari. L’inaugurazione di oggi, 29 aprile, ha restituito alla città e alla Sardegna le sale dedicate all’età nuragica, fenicio-punica e romana. Il progetto, firmato dallo studio Gtrf Giovanni Tortelli – Roberto Frassoni Architetti Associati, ha trasformato profondamente spazi e linguaggio espositivo, introducendo una museografia essenziale e contemporanea capace di integrare architettura e narrazione storica.

Alla cerimonia hanno partecipato il direttore generale musei nazionali Massimo Osanna, la direttrice regionale musei nazionali Sardegna Melissa Ricetti, il direttore del Museo Sanna Antonio Cosseddu, il responsabile unico del procedimento, architetto Luciano Cannas, e il geometra Enrico Pintus dello staff dell’ufficio tecnico, insieme ai progettisti e al gruppo scientifico, del quale fanno parte: Maria Paola Bulla, Reparata Brigas, Edgardo Badaracco, Francesca Sanna.

Il nuovo padiglione è intitolato all’architetta sassarese Giuseppina Marcialis, figura di rilievo della cultura progettuale del secondo Novecento formatasi allo Iuav di Venezia accanto a maestri come Carlo Scarpa e Ignazio Gardella.

L’intervento ha affrontato le criticità dell’edificio razionalista originario, trasformandolo in un sistema museale flessibile e tecnologicamente aggiornato. Il percorso espositivo si sviluppa su due livelli con una narrazione cronologica della storia della Sardegna, secondo standard museografici europei. La sezione nuragica si apre con le tombe dei giganti e prosegue con la Galleria dei Nuraghi, fino ai bronzetti votivi valorizzati da materiali litici locali. La sezione fenicio-punica racconta la Sardegna come crocevia mediterraneo attraverso reperti da Tharros, mentre la sezione romana è introdotta dalla Tavola bronzea di Esterzili e sviluppata su Turris Libisonis. Tra gli elementi più scenografici figurano la ricostruzione della capanna del nuraghe Palmavera e le stele fenicio-puniche. L’allestimento si distingue per l’uso di ferro calamina, metalli grigi e illuminazione Led, in un equilibrio tra rigore e valorizzazione dei reperti. Il progetto è stato sviluppato in costante collaborazione tra Direzione regionale Musei, direzione del museo e staff scientifico. La riapertura delle sale rappresenta anche un momento carico di valore simbolico e umano, la giornata è infatti dedicata alla memoria di Elisabetta Grassi, direttrice del museo dal 2020 al 2025, figura determinante nell’avvio del percorso di rinnovamento, prematuramente scomparsa.

Nato nel 1878 dal lascito di Giovanni Antonio Sanna, il museo ha attraversato diverse fasi di crescita e oggi si presenta come istituzione profondamente rinnovata. Con questo intervento, il Museo Sanna rafforza il proprio ruolo di riferimento per la valorizzazione del patrimonio archeologico sardo.

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