Perdite d’acqua, muffa, solai pericolanti: a Sassari case popolari nel degrado, gli enti corrono ai ripari
Area e Comune rispondono alle proteste: «Via ai lavori»
Sassari Un patrimonio immobiliare immenso, composto da 3.500 alloggi (1.200 di proprietà del Comune e 2.300 di proprietà dell’agenzia regionale Area). E soprattutto vecchio e malconcio, come sanno bene gli abitanti, fra perdite d’acqua, muffa e solai pericolanti. Parliamo delle case popolari sassaresi, ma, a dirla tutta, il discorso potrebbe valere per tutta la Sardegna. Nelle scorse settimane, La Nuova aveva raccontato delle storie simbolo di queste condizioni di degrado e ora i residenti sono tornati alla carica per chiedere interventi rapidi. Una protesta che non cade nel vuoto, dato che dagli enti competenti, in un caso la Regione per il tramite di Area e nell’altro il Comune, arriva un calendario di massima dei lavori.
Il primo caso simbolo è quello degli immobili di proprietà comunale di via Paganini, a Santa Maria di Pisa. I residenti, supportati dal comitato di quartiere, lamentano che ad oggi, nonostante la promessa tre mesi fa di un cantiere entro la primavera, niente è stato fatto. «Abbiamo paura di nuovi crolli di calcinacci e ci sono appartamenti quasi inagibili con all’interno persone invalide» dichiarano. Da Palazzo Ducale arrivano rassicurazioni: «Stiamo rispettando i tempi: l’avvio dei cantieri è fissato per metà maggio e non ci sono motivi per temere ritardi» spiega l’assessora delle Politiche abitative Patrizia Mercuri, che sottolinea come «la pianificazione degli interventi sia stata condizionata dalle piogge eccezionali dello scorso periodo: per gli interventi strutturali servono condizioni climatiche stabili, altrimenti si rischia di compromettere la sicurezza».
L’esponente della giunta illustra tempi e modalità dei lavori: prima si rimuoveranno le parti ammalorate, poi si elimineranno le infiltrazioni, infine la ditta opererà all’interno degli alloggi per il ripristino di intonaci e tinteggiature, operazione possibile solo dopo l’asciugatura e l’isolamento delle pareti. «Comprendiamo il disagio dei residenti, ma non li abbiamo abbandonati e dal 2004 sono stati eseguite diverse manutenzioni. Siamo convinti, ora che il cantiere di maggio contribuirà a risolvere i problemi segnalati».
L’altra storia simbolo va in scena dalla parte opposta della città, a Rizzeddu. Siamo negli immobili Areadi vi a Fondazione Rockefeller. La signora Rosa Piga convive da tempo con un gravissimo problema di infiltrazioni, alcune stanze sono inagibili per l’aria irrespirabile a causa della muffa, eppure la donna ne avrebbe bisogno per ospitare una badante notturna. I lavori di sistemazione della palazzina, di proprietà di Area, fanno parte del maxi piano regionale da 300 milioni InnovArea lanciato dall’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu.
L’intervento, però, non è ancora cominciato. «Ma la situazione per me è insostenibile» lamenta la signora Piga. Anche in questo caso, dalla Regione assicurano che i tempi sono legati all’attesa per il completo asciugamento delle infiltrazioni. Il programma dei lavori segue due direttrici: entro poche settimane, dovrebbero cominciare gli interventi provvisori con un orizzonte di uno o due anni di tenuta. Ma, entro sei mesi o al massimo un anno, partirà anche l’intervento di risoluzione definitiva che interesserà tutta la stecca.
