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Sassari

Paese in festa

Nulvi, Promozione e 60 anni: tutti pazzi per il Monte Alma

di Luca Fiori
Nulvi, Promozione e 60 anni: tutti pazzi per il Monte Alma

Il centro dell’Anglona è in delirio per salto di categoria e compleanno

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Inviato a Nulvi Sabato 16 maggio a Nulvi non ci sarà bisogno di cercare il rumore della festa. Basterà seguire il vento, che scende dalle colline dell’Anglona e si infila tra le vie del centro, dove da giorni il rossoblù del Monte Alma sventola da qualche balcone e colora le spalle del monumento ai caduti, a cui qualcuno ha donato una maglia della squadra.

Sessant’anni di calcio senza mai sparire, senza mai fallire, senza mai abbandonare il campo. E allora il paese si prepara a celebrare come si celebrano le cose rare, con una partita tra vecchie glorie, musica fino a notte, cena gratuita per tutti, dolci, fuochi d’artificio e una comunità intera stretta attorno alla sua squadra.

“Sessant’anni di passione, una sola maglia”, hanno scritto i dirigenti sui manifesti comparsi in paese. E dentro quella frase c’è la storia di Nulvi, dei suoi ragazzi, delle sue domeniche, dei suoi sogni. A Nulvi il calcio non è mai stato soltanto calcio. È identità, appartenenza, orgoglio. Lo stesso orgoglio con cui i nulvesi parlano dei loro formaggi, del campanile della chiesa dell’Assunta, «il secondo più alto della Sardegna» puntualizzano qui gli anziani. O dei giganteschi candelieri che ogni 14 agosto attraversano il paese durante “Sa Essìda de sos Candhaleris”. I tre simboli della comunità, accolgono i visitatori all’ingresso del centro abitato, dipinti nel grande murale della via principale, S’Iltradone. Il giallo dei Contadini, il verde dei Pastori e l’azzurro degli Artigiani. Sono alti quasi nove metri e pesano quintali, ma i nulvesi li portano a spalla, con la stessa ostinazione con cui hanno trascinato avanti per sessant’anni il Monte Alma.
Qui, in Anglona, i nulvesi li chiamano “brigadores”, gente litigiosa, testarda, che discute animatamente di tutto. Ma anche ospitale, capace di riempire i bar, offrire vino e trasformare ogni domenica di calcio in una festa collettiva.

Il Monte Alma nasce nell’estate del 1966 attorno alla barberia Bianciotti, quando un gruppo di appassionati decide che Nulvi merita una squadra vera, iscritta alla Figc. Da allora il club non si è mai fermato. Nemmeno per una stagione. E oggi quella storia torna a brillare grazie a una nuova impresa, la promozione in Promozione conquistata con due giornate d’anticipo. Per un paese di poco più di 2500 abitanti, ferito dallo spopolamento ma ancora vivo, è qualcosa che assomiglia a un piccolo miracolo sportivo.

«L’ossatura della squadra arriva dal nostro settore giovanile», raccontano il presidente Salvatore Cubaiu, agente della polizia locale e il vice presidente Lino Serra, titolare di un’agenzia funebre. «Otto anni fa abbiamo iniziato un progetto con la Don Bosco Nulvi e oggi ne raccogliamo i frutti. A quei ragazzi abbiamo aggiunto giocatori esperti e alcuni stranieri che si sono integrati perfettamente nel paese».

La formula giusta, che quest’anno sembra aver trovato un equilibrio perfetto: un terzo giovani nulvesi, un terzo giocatori esperti (tra cui il portiere di Porto Torres Walter Frau nipote del carabiniere medaglia d’oro), un terzo argentini. In squadra ci sono cinque sudamericani e due senegalesi, tra cui Bouba Diouf, ormai nulvese d’adozione. «Qui hanno trovato casa, lavoro, amicizie, fidanzate», raccontano i dirigenti, sorridendo davanti all’ex barberia Bianciotti dove nacque la squadra nel 1966.

Il campionato è stato dominato dall’inizio alla fine: 22 vittorie, 2 pareggi e appena 4 sconfitte. Sempre in testa. Sempre con il fiato degli altri sul collo. Decisivo il lavoro di Ivano Falchi, allenatore di Martis, con diverse promozioni alle spalle. E poi c’è il pubblico. Quello del Monte Alma, da queste parti, è quasi leggenda. «I nostri tifosi sono invidiati e rispettati ovunque», raccontano i dirigenti. «Seguono la squadra in ogni campo. E finiscono tutta la birra dei baretti nelle trasferte» aggiungono con il sorriso. Basta guardarli per capire che è vero.

Perché a Nulvi il calcio è ancora una faccenda di famiglie e piccole attività che finanziano la squadra, di bambini che rincorrono un pallone nelle piazze e di anziani che ricordano vecchie formazioni a memoria. Sabato sera, dopo la partita delle vecchie glorie, il paese si fermerà ancora una volta attorno al Monte Alma. Ci saranno i riconoscimenti ai vecchi presidenti, la musica, il profumo della carne arrosto, la birra fresca e i fuochi d’artificio sopra il campanile. E forse, per una notte, Nulvi sembrerà ancora più bella. Come accade quando una piccola comunità riesce a ritrovarsi dentro un sogno diventato realtà.
 

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