Bonorva esplode di felicità: l’Eccellenza fa sognare il paese
Nel centro di 3000 abitanti il salto di categoria era atteso dal lontano 1971. I dirigenti: «Era ora». Il sindaco: «Allo stadio anziani che non uscivano più»
Inviato a Bonorva Ci sono pomeriggi che un paese non dimentica più. A Bonorva, domenica scorsa, il tempo si è fermato all’ottavo minuto del primo supplementare, quando Domenico Saba ha raccolto il cross di Madeddu e girato il pallone in porta insieme a tutto il paese. Un gol che da queste parti rimarrà nella storia - e negli occhi - come quelli di Tardelli nel 1982 e di Grosso nel 2006.
Un attimo sospeso, poi il boato. Il “Chicchitto Chessa” è esploso insieme ai suoi 1300 spettatori, in un pomeriggio diventato già leggenda. Bambini arrampicati sulle recinzioni, anziani con gli occhi lucidi, famiglie intere abbracciate sotto il sole del Meilogu. E poi quella corsa collettiva verso la rete, quasi a voler toccare con mano un sogno inseguito per cinquantasei anni.
Perché Bonorva, stavolta, ce l’ha fatta davvero. Dopo il 2-0 dell’andata, la Villacidrese aveva rimesso tutto in discussione con una rimonta feroce, portando la sfida ai supplementari. Ma quando la paura sembrava diventare troppo grande, è arrivato il gol del capitano, il trentatreesimo della sua stagione. Quello che ha spalancato ai biancorossi le porte dell’Eccellenza. E da quel momento il paese non ha più smesso di festeggiare. Bonorva, poco più di tremila abitanti nel cuore del Meilogu, è un paese che vive di identità forti. Della lingua logudorese parlata con orgoglio, tanto che Giovanni Spano la definì “la Siena sarda”.
Delle campagne battute dal vento di Campeda, del pane Zichi, della pastorizia, delle storie antiche che attraversano il tempo. E ora anche di questo calcio popolare e bellissimo, che ha riportato il paese nel massimo campionato regionale dopo oltre mezzo secolo. In piazza, nei bar, davanti al municipio, a distanza di qualche giorno non si parla d’altro. Il video del gol di Saba gira da giorni nei telefoni. E c’è chi continua a guardarlo in silenzio, quasi per convincersi che sia successo davvero.
Tra questi c’è il sindaco Massimo D’Agostino. Medico del paese, amministratore, ma soprattutto uomo profondamente legato al Bonorva. Così tanto da raccontare la storia della Polisportiva in un libro pubblicato in occasione del cinquantenario. Per quindici anni è stato lui il portiere della squadra, poi presidente dal 1996 al 2010. Oggi, nel suo ufficio in municipio, rivede il gol promozione ancora una volta e si commuove come un ragazzino. «L’ho rivisto cento volte e mi emoziono sempre. È difficile spiegare cosa significhi per Bonorva questo traguardo – dice – ho visto questa società attraversare momenti difficili, ho visto generazioni intere crescere dietro questi colori. Domenica allo stadio c’era tutto il paese. Anche persone anziane che non uscivano di casa da anni».
L’amministrazione comunale è rimasta sempre vicina alla società e nei prossimi giorni squadra e dirigenti saranno ricevuti in municipio, in attesa di organizzare la festa. «Bonorva aveva bisogno anche di una gioia così – racconta ancora il sindaco – in un momento complicato, con tante difficoltà e persino la carenza di medici, questa promozione ha restituito entusiasmo e orgoglio a tutti».
La storia del Bonorva parte da lontano. Dai tornei degli anni Quaranta e Cinquanta, fino alla nascita ufficiale della società nel 1960, quando la polisportiva Santa Barbara decise di affiliarsi alla Figc. Il primo presidente fu Bruno Russi, commerciante del paese, mentre in panchina sedeva Nannino Pinna. La squadra aveva già giocato nel massimo campionato regionale e nel 1969 poteva schierare uno squadrone con giocatori del calibro di Marzio Lepri, Eppe Zolo, Gian Franco Marcellino e Pier Paolo Gaias. «Il sogno di tanti anni che si realizza, siamo ancora increduli ma felicissimi», racconta il presidente Roberto Marruncheddu. «Questa vittoria è della società, dello staff tecnico, dei giocatori, dell’amministrazione comunale e in particolare del sindaco D’Agostino, ma anche dei piccoli e grandi tifosi, degli sponsor, di tutto il paese, delle precedenti società e di chi non è più tra noi, ma ha contribuito alla riuscita di questo grande traguardo che, per una piccola comunità come Bonorva, non era affatto scontato».
La squadra è lo specchio del territorio. Tre bonorvesi in rosa, tra cui il 37enne Marco Carta, 10 sassaresi, 4 argentini, un ivoriano. Un gruppo costruito con equilibrio e competenza dal tecnico sassarese Michele Pulina, ex calciatore, arrivato al secondo anno sulla panchina biancorossa. E attorno alla squadra c’è un’intera comunità che si è stretta come una famiglia. Un bel numero di sponsor, tra Bonorva e il territorio, ha sostenuto il progetto. «È stata la vittoria del paese – conclude il direttore sportivo Sebastiano Pintore – e di un gruppo di dirigenti innamorati di questa squadra. L’anno prossimo in Eccellenza proveremo a toglierci qualche soddisfazione».
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