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Tribunale

Alghero, donna segregata e rasata dal marito: il gip conferma l’arresto dell’uomo

di Luca Fiori
Alghero, donna segregata e rasata dal marito: il gip conferma l’arresto dell’uomo

Davanti al giudice l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere

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Alghero È stato convalidato questa mattina dal gip del tribunale di Sassari Giuseppe Grotteria l’arresto del 47enne algherese accusato di aver segregato la moglie all’interno dell’abitazione familiare e di averle rasato i capelli e le sopracciglia dopo averle legato le mani e averla chiusa in camera da letto.

Al termine dell’udienza il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere, accogliendo la richiesta formulata dalla Procura. L’uomo, arrestato dai carabinieri dopo il grave episodio avvenuto il primo giugno, resta dunque detenuto nel carcere di Bancali. Davanti al giudice l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nel corso dell’udienza la difesa aveva chiesto l’applicazione di una misura cautelare meno afflittiva rispetto alla detenzione in carcere, richiesta che non è stata accolta dal gip, il quale ha ritenuto sussistenti i presupposti per la permanenza della misura custodiale.

Nel frattempo si registra una novità anche sul fronte difensivo. L’avvocato Danilo Mattana, che aveva assistito l’uomo nelle prime fasi della vicenda giudiziaria, ha rinunciato all’incarico. Nelle prossime ore sarà quindi individuato il nuovo legale che seguirà l’indagato nel prosieguo del procedimento.

L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica Angelo Beccu, continua intanto a fare luce su quanto sarebbe accaduto all’interno dell’abitazione dove viveva la coppia. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, la donna sarebbe stata privata della libertà personale e sottoposta a violenze e umiliazioni, tra cui la rasatura dei capelli. A far emergere la vicenda erano stati i vicini di casa che, allarmati dalle urla provenienti dall’appartamento, avevano contattato il 112 facendo intervenire i militari della sezione radiomobile di Alghero.

Nel corso degli accertamenti il quadro accusatorio si è modificato rispetto alle prime ore successive all’arresto. L’ipotesi di tortura, inizialmente presa in considerazione dagli inquirenti, sarebbe infatti destinata a uscire dal procedimento, mentre resta al centro dell’inchiesta il reato di maltrattamenti in famiglia.

Tra gli elementi al vaglio della Procura c’è anche la presenza della figlia minore della coppia, che secondo quanto emerso avrebbe assistito agli episodi di violenza contestati all’indagato. Una circostanza che potrebbe incidere sulla valutazione complessiva della vicenda. Era stata proprio una delle figlie a chiedere aiuto ai carabinieri al momento del loro arrivo in casa.

Le indagini proseguono per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto all’interno dell’abitazione e per accertare se l’episodio che ha portato all’arresto sia stato un fatto isolato o l’ultimo capitolo di una situazione di maltrattamenti protrattasi nel tempo.

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