Il filosofo Telmo Pievani a Sassari: «Serendipità e coraggio: la ricetta per affrontare le sfide del futuro»
Il messaggio del filosofo Telmo Pievani ai neodottorandi dell’Università di Sassari
Sassari Folgorazione e scoperta nascono da occhi aperti, mente elastica e dall’ostinata capacità di coltivare il dubbio. Sono alcune delle qualità che gli scienziati di domani dovrebbero incarnare. E se, in un cantuccio del cervello, si riesce a restaurare lo stupore infantile sepolto dalle sovrastrutture dell’età adulta, tanto meglio. Ma tutto questo richiede coraggio. È la ricetta che Eugenio Garribba, direttore della Scuola di dottorato dell'università di Sassari, ha esposto con passione davanti a un’ampia platea di dottorandi durante la ’’Giornata del Dottorato’’, svoltasi ieri mattina nell’aula magna dell’ateneo. Sono 300 gli studenti iscritti ai dieci corsi offerti dalla Scuola. Più del 50% sono donne e più del 20% stranieri. Negli ultimi anni, anche grazie ai fondi del Pnrr, sono state erogate in media 80 borse di studio all’anno. La sfida sarà riuscire a confermare questi dati: l'Europa ha chiuso il rubinetto del Pnrr e l’università dovrà ora reggersi sulle proprie gambe.
E poi l’interrogativo più arduo. Come trattenere i cervelli in fuga? Per Garribba «Bisogna investire nella ricerca, garantendo un percorso con docenti e strumentazioni adeguati». Gli studenti sono nani che hanno bisogno di salire sulle spalle di giganti che gli insegnino a scorgere l’inatteso. Ed è proprio questo senso di imprevisto il fil rouge di questa giornata: la serendipità, tema della lectio magistralis tenuta da Telmo Pievani, professore ordinario di Filosofia delle scienze biologiche all’Università di Padova ed evoluzionista. «Serendipità è quella situazione in cui la scienza si fa una domanda, ponendosi un obiettivo e alla fine scopre tutt’altro» ha spiegato. Questo fenomeno si verifica spesso ed è affascinante perché «quasi sempre quell’inaspettato che irrompe nella tua ricerca è più importante di quello che stavi cercando all’inizio». Ma perché succede? Per Pievani forse perché siamo ancora tanto ignoranti: «La natura è più grande della nostra conoscenza e, mentre cerchiamo, salta fuori qualcosa che neanche sapevamo esistesse». Tra queste scoperte spicca l’intelligenza artificiale. Il rischio degenerazione è dietro l’angolo ma c’è il modo di fermarla? «L’IA è lontana dall’autonomia, non ha un substrato biologico ma è potente in senso negativo».
E proprio quando l’algoritmo vuole rubarci la creatività, il messaggio è di assumere una postura alternativa: «Ci sono fenomeni naturali ancora oscuri ma gli scienziati del futuro troveranno la chiave» ha detto Pievani. Intanto, per alcuni di loro il futuro è già scritto. L’ultima parte della cerimonia è stata dedicata a chi quelle scoperte è chiamato a farle. Hanno ricevuto la pergamena tutti i 28 neodottori di ricerca dei cicli 36, 37 e 38. Inoltre l’ateneo ha assegnato due premi in denaro da 750 euro alle migliori tesi di dottorato. A riceverli Francesca Angius per il lavoro intitolato ‘’Biodiversity and ecology of Tuber species in Mediterranean forest ecosystems of Sardinia’’, e a Sara Federico per la tesi intitolata ‘’Rap, Femmes, Méditerranée: une enquête sociolinguistique ethnographique à Marseille’’. Menzione speciale, infine, alle tesi di Ilaria Fozzi, Diletta Serra e Veronica Venco.
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