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Sassari, concorsi “sospetti” all’Università: assoluzione per gli undici imputati

di Luca Fiori
Sassari, concorsi “sospetti” all’Università: assoluzione per gli undici imputati

Era stata la stessa Procura a chiedere l’assoluzione di docenti, commisari valutatori e assegnisti di ricerca

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Sassari Tutti assolti perché il fatto non sussiste. Si è concluso oggi, 18 giugno, con una piena assoluzione il processo sui presunti concorsi truccati all’Università di Sassari che vedeva imputati undici tra docenti, direttori di dipartimento, commissari valutatori e assegnisti di ricerca, accusati a vario titolo e in concorso di turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e falsità ideologica. La sentenza ha escluso la sussistenza di tutti i reati contestati, mettendo fine a una vicenda giudiziaria che aveva acceso i riflettori sulle procedure di selezione e di attribuzione di assegni di ricerca all’interno dell’ateneo sassarese. Al centro dell’inchiesta c’era il sospetto che fossero stati predisposti bandi confezionati su misura per candidati già individuati, con requisiti predeterminati e contenuti che, secondo l’accusa iniziale, sarebbero stati addirittura redatti dagli stessi partecipanti.

Nell’indagine era stato evidenziato anche il presunto ruolo dei commissari valutatori, accusati di aver assecondato le indicazioni di alcuni docenti ordinari nel conferimento degli assegni di ricerca. Davanti al giudice monocratico Marta Guadalupi erano finiti Francesco Pepe, proveniente dall’Università di Foggia con incarico di ricercatore di Diritto tributario e difeso dall’avvocato Marco Loi, Valerio Ficari, professore ordinario di Diritto tributario, difeso dall’avvocato Agostinangelo Marras, Fabrizio Amatucci, commissario valutatore, assistito dall’avvocato Gabriele Satta, Franco Paparella, commissario valutatore, difeso dall’avvocato Giuseppe Conti e avvocato Luigi Lanucara, Guglielmo Fransoni, professore ordinario di Diritto tributario a Foggia, assistito dall’avvocato Luigi Satta, Giuseppe Giovanni Scanu, collaboratore di cattedra di Diritto tributario e commissario valutatore, difeso dall’avvocato Stefano Porcu, Paolo Barabino, assegnista di ricerca di Diritto tributario nel dipartimento di Economia, assistito dall’avvocata Anna Laura Vargiu.

E ancora Ludovico Marinò, all’epoca direttore del dipartimento di Scienze economiche e aziendali dell’Università di Sassari, difeso dall’avvocato Mariano Mameli, Carlo Massimo Ibba, professore ordinario di Diritto commerciale a Sassari, difeso dall’avvocato Luca Sciaccaluga, Alessio Diego Scano, professore associato di Diritto commerciale, assistito dagli avvocati Sebastiano Chironi e Roberto Scano; e infine Luca Cattani, notaio e candidato per un assegno di ricerca annuale relativo a un progetto di Diritto commerciale, difeso dall’avvocato Marco Costa.

Nel corso del processo il pubblico ministero Giovanni Porcheddu aveva chiesto l’assoluzione per tutti gli imputati, richiamando anche l’orientamento della Corte di Cassazione in materia di turbata libertà degli incanti, ritenendo che la norma non fosse applicabile alle procedure concorsuali e all’attribuzione degli assegni di ricerca.

Il pm aveva inoltre definito «innocuo» uno dei presunti falsi contestati, relativo agli orari di redazione di un verbale, escludendo qualsiasi danno concreto. La sentenza ha ora definitivamente escluso la sussistenza delle accuse, assolvendo tutti gli undici imputati da tutti i reati contestati con la formula più ampia: «perché il fatto non sussiste».

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