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Sassari, Angelino Sanna e quella scommessa vinta: la sua Pubblicitas vicina ai 60 annI

di Luca Fiori
Sassari, Angelino Sanna e quella scommessa vinta: la sua Pubblicitas vicina ai 60 annI

La società dello storico speaker della Torres ha superato i confini regionali

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Sassari Nel corridoio che porta agli uffici comunicazione di Pubblicitas, a Predda Niedda, spicca un vecchio quadretto in legno, una cornice che contiene la pagina 12 della Nuova Sardegna del 14 gennaio 1989. Una foto di Angelino Sanna e un titolo che festeggiava i vent’anni di attività pubblicitaria: «Pubblicità? Fa rima con professionalità». Un titolo che oggi sa un po’ di nostalgia, il profumo di un tempo eroico in cui fare pubblicità e comunicazione era quasi un azzardo, un mestiere guardato con sospetto, al limite del «poco credibile». 
Basti pensare che il protagonista di questa storia, alla fine degli anni Sessanta, lasciò il posto fisso in un ente di Stato per inseguire un’intuizione che ancora non aveva un nome e un settore tutto da costruire. La cosa straordinaria è che il tempo non ha mai smentito quel sogno. Anzi, lo ha trasformato in una storia imprenditoriale che attraversa quasi sei decenni e tre generazioni.

Oggi Angelino Sanna ha 82 anni e a Sassari il suo nome è molto più di un marchio aziendale. È un pezzo di memoria collettiva, una figura amata e conosciuta, l’uomo che per quasi mezzo secolo è stato la voce del “Vanni Sanna”, lo speaker della Torres, capace di scandire con il suo timbro inconfondibile le domeniche rossoblù e di accompagnare intere generazioni di tifosi. In una vecchia intervista alla Nuova Sardegna, nel 2013, raccontava con orgoglio che la formazione letta quel giorno sarebbe stata la numero 1.554. «Non so se è un record nazionale, ma nell’isola sicuramente sì», diceva. E poi aggiungeva la frase che forse racconta meglio di ogni altra la sua vita: «Il pallone è passione». Passione per il calcio, per la sua città, per le relazioni umane, per il lavoro e per la comunicazione. La passione del ragazzo che inseguiva il pallone nei campetti dell’Ardita di Sant’Agostino, della Josto, della Ferrero, della Sassari, del Santa Teresa e del Bonorva. Del giovane che a 24 anni, dopo la morte del padre, fu costretto a mettere da parte i sogni da calciatore e a rimboccarsi le maniche. Dell’uomo che un giorno seppe che la Pubblilancio di Milano cercava un agente per la Sardegna e, come raccontò lui stesso, «con l’incoscienza dei vent’anni» firmò il contratto che gli avrebbe cambiato la vita. Cominciò così a cercare pubblicità per lo stadio Acquedotto, quando ancora non si chiamava “Vanni Sanna”, intuendo prima di altri che la comunicazione sarebbe diventata una leva decisiva per lo sport, le imprese e il territorio. Da quella scommessa nacque Pubblicitas, il cui nome custodisce già la sua storia, con quella “a” e quella “s” che stanno per Angelo Sanna.

Cinquantasette anni dopo l’azienda è ancora protagonista di un settore che nel frattempo è stato rivoluzionato da internet, dai social e dal digitale, ma con la stessa missione di allora: essere credibile, essere professionale, innovare senza perdere la propria identità. Il marketing sportivo, nato con le pubblicità negli stadi d’Italia, è ancora oggi uno dei pilastri dell’azienda grazie anche a un accordo ormai decennale con Infront, tra i principali operatori mondiali nel campo dei diritti media e delle sponsorizzazioni sportive. Accanto a questo sono cresciuti un centro stampa e un’agenzia di comunicazione, marketing ed eventi che ha scelto di mantenere il proprio quartier generale a Sassari, una decisione dettata da un amore tutt’altro che retorico per la città e dalla convinzione che per raccontare un territorio bisogna conoscerne l’anima.

Lo dimostra anche l’ultima importante sfida vinta da Pubblicitas, la gara per la gestione della comunicazione, degli eventi e del digitale del nuovo Fass Shopping Centre di Elmas, conquistata grazie a un progetto di comunicazione integrata costruito proprio attorno all’identità sarda e alla capacità di guardare avanti, come ha sempre fatto Angelino Sanna. Per questo alla comunicazione tradizionale si è affiancato un sistema di alta digitalizzazione che porta con sé anche un primato nazionale, quello della più alta torre Ledwall indoor d’Italia, dodici metri di tecnologia e immagini che sono il simbolo di un’azienda capace di evolversi senza tradire se stessa. Oggi alla guida ci sono Renato Sanna, figlio di Angelino, e le socie Giovanna Adamo e Maria Barca, entrate in azienda otto anni fa per costruire un modello di comunicazione capace di interpretare le esigenze del presente. Da due anni è arrivata anche la terza generazione della famiglia, con Federico Sanna. Sono circa venticinque le persone, tra dipendenti e collaboratori, che lavorano ogni giorno in un’azienda dove convivono ragazzi di ventun anni e professionisti che ne hanno sessanta, in una straordinaria sintesi tra ciò che era e ciò che è diventato il mondo della comunicazione. Perché i mezzi cambiano, le tecnologie si trasformano e i linguaggi si rinnovano continuamente, ma ci sono valori che restano immutati: il coraggio di lasciare un posto sicuro per inseguire un’intuizione, la capacità di vedere il futuro prima degli altri e la passione, quella stessa passione che per Angelino Sanna è sempre stata il filo conduttore di una vita intera e che oggi, a 82 anni, continua a fare di lui non soltanto un imprenditore di successo, ma una delle figure più amate e riconoscibili della città.

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