Sassari, addio al traffico grazie alle rotonde: progetti per quattro incroci, ecco quali sono
Via libera in giunta alle delibere
Sassari Oltre mezzo milione di euro per realizzare la rotatoria tra via Duca degli Abruzzi e via Napoli e quella tra via Venezia e via Monsignor Saba, poco meno di un milione per un’altra rotatoria tra via Amendola e via Piandanna, con la conseguente sistemazione della viabilità di tutta l’area circostante, e 340mila euro per risolvere le criticità che da tempo interessano il traffico all’incrocio tra via Sette Fratelli e via Ortobene.
A far compiere il primo passo verso la realizzazione di queste importanti opere viarie è la giunta comunale. L’esecutivo guidato dal sindaco Giuseppe Mascia ha approvato – su proposta dell’assessore alle Infrastrutture della mobilità e Traffico, Massimo Rizzu – i progetti di fattibilità tecnica ed economica presentati dai professionisti incaricati, che sono rispettivamente gli ingegneri Raffaele Sechi e Andrea Sanna e l’architetta Francesca Sanna.
Le tre delibere approvate da Palazzo Ducale riguardano altrettanti interventi finanziati attraverso il fondo rotativo disposto dalla Regione Sardegna per favorire la progettualità degli enti locali. Al solo settore delle Infrastrutture della mobilità era stata assicurato un finanziamento di 685mila euro per lo sviluppo delle progettazioni di fattibilità tecnica ed economica di dodici interventi complessivi, tra i quali i tre licenziati nei giorni scorsi dalla giunta Mascia.
Via Amendola – via Piandanna
L’intervento più rilevante, come si evince anche dalla sua portata economica, è quello che finalmente consentirà di mettere in ordine al sistema viario in uno dei più trafficati ingressi della città, quello in fondo a via Amendola. All’incrocio con via Piandanna, in prossimità di quelli con corso Giovanni Maria Angioy e via delle Conce, sarà sostituito da una rotatoria che renderà il traffico più scorrevole in una zona della città in cui, specialmente nelle ore di punta, sono emerse criticità non compatibili con la presenza del distretto ospedaliero universitario e altri fondamentali servizi.
Via Napoli e via Venezia
Discorso analogo vale per altre due aree nevralgiche. Nel primo caso si tratta dell’incrocio tra via Napoli e via Duca degli Abruzzi, dove attualmente il traffico è regolato dalla presenza dei semafori, nel secondo caso si tratta dell’incrocio tra via Venezia e via Monsignor Saba, che allo stato odierno è regolamentato da una struttura e da una segnaletica temporanee.
Sant’Orsola
Il terzo ok su tre progetti di fattibilità tecnica ed economica riguarda infine l’intervento per rendere più funzionale l’incrocio tra via Sette Fratelli, che è una delle principali arterie viarie del popolosissimo quartiere di Sant’Orsola Nord, e via Ortobene.
Zone 30
Nella stessa seduta l’esecutivo ha approvato una variazione di bilancio attraverso cui il settore titolare di viabilità e traffico potrà intervenire in via De Gasperi, in via Gramsci e in via Al Carmine con l’installazione di dissuasori e con la realizzazione della segnaletica orizzontale e verticale allo scopo di ridurre il limite di velocità entro i 30 chilometri orari.
«Proseguiamo con l’impegno di rendere la città più fruibile e più accessibile, rendendo alcuni degli ingressi al centro abitato più ordinati, sicuri, snelli e funzionali alle esigenze dei quartieri circostanti, le cui funzioni si sono modificate radicalmente nel tempo», spiega il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia. «Il fondo rotativo ci ha permesso di avviare una nuova stagione di progettazione, venendo incontro a quelle esigenze espresse dai diversi settori dell’amministrazione – prosegue – ma che fino a oggi non avevano potuto trovare soddisfazione».
Per l’assessore Massimo Rizzu, «questi interventi rientrano in un più complessivo disegno di modernizzazione della viabilità cittadina, con la progressiva rimozione degli impianti semaforici attraverso soluzioni che rendano il traffico più scorrevole». Un impegno, aggiunge, «che non stride con la volontà di implementare le zone 30 e, più in generale, le aree in cui i limiti di velocità saranno molto bassi». Anche perché «questo è l’unico modo per realizzare strade in cui possano convivere in sicurezza i mezzi pubblici, le auto e le moto – è la conclusione – ma anche le biciclette e gli altri mezzi di trasporto elettrici».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=3881baa)