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A Perfugas il primo birrificio culturale dell’isola con info point e sala degustazione

di Mauro Tedde
A Perfugas il primo birrificio culturale dell’isola con info point e sala degustazione

Il sogno di S’ard Brewery Birrifitziu: il luppolo a chilometro zero

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Perfugas A Perfugas la birra artigianale diventa uno strumento per raccontare il territorio e guardare al futuro. È questo lo spirito di S’ard Brewery Birrifitziu, il birrificio nato negli spazi dell’antico Molino Deperu, dove la storia dell’Anglona incontra l’innovazione. Tra gli antichi macchinari del mulino e la moderna sala di produzione trova posto anche un info-tourist, punto informativo gratuito dedicato ai visitatori che possono conoscere i principali siti di interesse dell’Anglona, degustando una birra artigianale. Dietro il progetto ci sono due amici, Giovanni Deperu, di Perfugas, e Pierpaolo Ruzzu, di Martis, accomunati da una lunga esperienza all’estero e dalla stessa passione per la birra di qualità. Un’idea nata dai loro viaggi e maturata con l’obiettivo di riportare in Sardegna conoscenze e competenze acquisite in alcuni dei Paesi con la più radicata tradizione brassicola. Ma il traguardo che i due soci hanno in mente va oltre il birrificio. La vera sfida è costruire una filiera locale partendo dalla coltivazione del luppolo e, in prospettiva, anche del malto.

Un progetto che potrebbe valorizzare le vocazioni agricole dell’Anglona e dare vita a una produzione sempre più legata al territorio. Giovanni Deperu, responsabile della produzione, è etnoantropologo, studioso delle antiche tecniche di birrificazione e homebrewer con oltre vent’anni di esperienza. Durante i vent’anni trascorsi in Irlanda ha approfondito la cultura brassicola frequentando enti di formazione specializzati e visitando numerosi birrifici europei. Da tempo coltiva un sogno preciso: realizzare a Perfugas un luppoleto sperimentale e produrre il malto utilizzando i cereali coltivati nelle campagne dell’Anglona, creando una birra sempre più espressione del territorio. Pierpaolo Ruzzu, responsabile commerciale, è invece uno chef con esperienze professionali maturate in Trentino, Egitto, Irlanda, Sardegna e soprattutto in Nuova Zelanda, dove ha vissuto per sei anni. Proprio lì, visitando le aziende agricole della regione di Nelson, considerata una delle capitali mondiali del luppolo per la qualità delle sue varietà aromatiche, nasce la passione che oggi lo accompagna in questa nuova avventura. Il suo obiettivo è completare il progetto con un piccolo ristorante dove proporre salumi, formaggi e piatti pensati per valorizzare gli abbinamenti con le birre prodotte nel birrificio.

Il nome S’ard Brewery si ispira al Sard Babai, figura della tradizione mitologica indicata come il progenitore degli antichi sardi. Il personaggio, reinterpretato dal fumettista Stefano Garau, compare sul tappo a corona che identifica le bottiglie del birrificio, a sottolineare il forte legame con la storia e l’identità dell’isola. La produzione guarda soprattutto alla tradizione brassicola della Germania meridionale e della Franconia. Tra le prime etichette figurano la Amsicora, una Helles-Kellerbier dedicata all’eroe sardo, caratterizzata da delicati sentori di miele e camomilla bilanciati da un elegante finale erbaceo, e la Caminera, Kellerbier ramata dedicata agli amanti delle escursioni e delle attività all’aria aperta, con piacevoli note di caramello e frutta secca. Il birrificio ospita anche una tap room aperta a residenti e turisti, pensata come luogo di incontro e di scoperta. Per Deperu e Ruzzu, però, il progetto rappresenta soprattutto un punto di partenza. L’ambizione è far nascere in Anglona una piccola filiera della birra, partendo proprio dal luppolo coltivato in casa, per dare vita a un prodotto che racconti davvero il territorio da cui nasce.

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