Versalis, il sito di Porto Torres sparisce dal piano industriale. I sindacati: «Futuro incerto per migliaia di lavoratori»
Nel Piano della multinazionale ci sono infatti solo i siti industriali in Puglia e Sicilia
Porto Torres Negli investimenti previsti dal Piano di trasformazione industriale di Versalis - il cui stato di attuazione è stato presentato giovedì al Ministero delle Imprese e Made in Italy - non vi è alcuna traccia del sito industriale di Porto Torres. Nel Piano della multinazionale ci sono infatti i siti industriali di Eni Versalis, in Puglia e Sicilia. Una scelta su cui le organizzazioni nazionali di Cgil e Filctem erano contrari sin dal principio e lo scorso 30 aprile lo hanno ribadito con un presidio davanti al Mimit per rivendicare la loro esclusione dal tavolo.
«Eni sta progressivamente dismettendo la chimica di base – hanno spiegato il segretario confederale della Cgil Gino Giove e il segretario generale della Filctem Cgil Marco Falcinelli -. Impianti che vengono chiusi o avviati alla dismissione, mentre migliaia di lavoratrici e lavoratori, con le imprese dell’indotto e ai territori, vengono lasciati davanti a un futuro sempre più incerto».
Una situazione di grande incertezza sul futuro industriale dell’ex petrolchimico, dunque, che coinvolge le organizzazioni sindacali che operano nel Sassarese. «Noi non avevamo sottoscritto quell’accordo – ricorda il segretario Filctem Cgil Gianfranco Murtinu - perché non garantiva copertura a tutti i lavoratori. Quel Piano di trasformazione porta infatti avanti progetti di dismissione di Eni dalla chimica di base italiana e al suo interno manca totalmente il sito di Porto Torres, sia nella parte che riguarda la chimica di base, cioè le gomme, ma soprattutto per quel che riguarda gli investimenti sulla chimica verde. Allora dissi: se fosse vero che quel Piano punta alle rinnovabili, ci dovrebbero essere gli investimenti per Porto Torres che è il più grande sito chimico d’Europa. Questo non è accaduto, perché Eni vuole azzerare la chimica di base e uscire dal comparto. A pezzo a pezzo, purtroppo, lo sta facendo».
Per Davide Tilocca, Femca Cisl Sardegna, il tema legato al sito di Porto Torres deve essere affrontato nel breve: «Soprattutto nell’ottica di consolidare uno stabilimento in cui la riconversione è già iniziata e deve essere completata con anche nuovi sviluppi, coinvolgendo Eni anche con ragionamenti in materia di energia elettrica. Perché, ci piaccia o meno è una discussione che in Sardegna deve essere definita se si vorrà dare un principio di sviluppo a questa Regione. Manca il sito di Porto Torres come anche altri stabilimenti Versalis nella mappa presentata al Ministero sui siti interessati ai piani di riconversione. Cogliamo positivamente che in una situazione tragica per la chimica europea, l’Eni voglia procedere con metodiche diverse dal passato dove si ripianavano perdite e si chiudevano impianti».
Per il segretario Uiltec Uil, Giovanni Tavera, il piano di trasformazione di Versalis «deve comprendere la Sardegna in un’ottica di nuovi investimenti che diano completezza e peso industriale anche al sito Novamont di Porto Torres. Una posizione rimarcata ieri anche dalla segreteria generale della Uiltec, Daniela Piras, nel corso del tavolo di monitoraggio al Mimit e che rappresenta da anni un capo saldo delle rivendicazioni del Tips. Il quale ha posto il tema della chimica sostenibile di Novamont come volàno della ripresa del settore industriale del nord Sardegna. Senza una svolta sul tema energetico, con la riconversione a gas della centrale Ep di Fiumesanto, tutti i ragionamenti prospettati non avrebbero però seguìto industriale e produttivo».
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