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Sassari

Il caso

Detenuto morto a Bancali, sui social insulti e offese alla garante Irene Testa

di Davide Pinna
Detenuto morto a Bancali, sui social insulti e offese alla garante Irene Testa

Su Facebook marea oscena di commenti: «C’è una parte di società che fa paura»

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Sassari Insulti, offese e violenza verbale: la marea oscena dei leoni da tastiera non si ferma nemmeno davanti al lutto condiviso da un’intera comunità, quella di Nulvi, per la morte di Peppone Spanu, detenuto del carcere di Bancali deceduto dopo aver dato fuoco alla cella sanitaria in cui si trovava.

È la denuncia di Irene Testa, garante dei detenuti della Regione, che in un post Facebook ha messo insieme alcuni dei commenti più violenti e osceni lasciati dagli utenti sotto gli articoli con le sue dichiarazioni dopo la tragedia di Bancali. 

«Parliamo di un uomo con un disagio psichiatrico, finito in carcere per piccoli reati. Una famiglia distrutta dal dolore. Un carcere sconvolto. Eppure c'è chi, senza il minimo senso di umanità, commenta gioendo e offendendo – scrive Testa sul proprio profilo -. Delle offese e delle parolacce, personalmente, me ne frego. Quello che non riesco a capire è come si possa arrivare a essere così cattivi da gioire del dolore e della disgrazia di un altro essere umano. È qualcosa che mi lascia profondamente sconvolta. Una parte di società che fa paura».

Ed eccola la violenza verbale dei commentatori, che – nei branchi digitali come in quelli fisici – tendono a copiarsi fra loro per essere più forti: la locuzione preferita è “vai a ca...re”, con infinite varianti. Ma qualcuno prova anche ad esprimere un pensiero più articolato, si fa per dire, magari in piena contraddizione con canzoncine romantiche e inviti alla solidarietà che appaiono sul proprio profilo personale. “Ogni avanzo di galera l’unica uscita che dovrebbe fare è in orizzontale (...) tranquilla che lo Stato ne esce vincitore. Eeee lo fa” scrive L.U., una foto profilo sorridente in palestra e un post che spiega come “donare il sangue è il gesto più bello che si possa fare”. “Per ogni decesso per fortuna si libera posto per un altro delinquente” commenta L.F., probabilmente un profilo falso. “La grande sconfitta dello Stato è aver dato parola a una ritardata come te” aggiunge G.M. Sono solo alcuni dei commenti agghiaccianti comparsi in queste ore sui social.

Dalla garante solidarietà anche al sindaco di Nulvi Mario Latte: «Tutta la mia stima al primo cittadino per aver proclamato il lutto cittadino».

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