Pablo, l’Amstaff che conquista il podio e abbatte i pregiudizi: «La razza non decide chi sei»
L’educatirce Patrizia Prisco e il suo American Staffordshire Terrier terzi in ai mondiali in Inghilterra con la nazionale italiana
Sassari Migliaia di chilometri, il volante sulla corsia di sinistra, qualche caffè tutt’altro che indimenticabile e alla fine il campo di gara di Birmingham. Per Patrizia Prisco e Pablo, American Staffordshire Terrier, l’avventura ai Mondiali Imca & Pawc in Inghilterra si è conclusa con il terzo posto della Nazionale italiana Meticci e ParAgility, ma soprattutto con la consapevolezza di aver lasciato un messaggio importante.
Il viaggio era cominciato da Porto Torres, con la traversata verso Tolone. Poi la strada attraverso la Francia, con le tappe a Digione e Saint-Omer, prima dell’Eurotunnel da Calais a Folkestone. Infine gli ultimi chilometri verso Birmingham, dopo una lunga marcia al volante tra strade inglesi e guida a sinistra.
Ma il vero viaggio, per Patrizia, era quello che la aspettava sul campo. Questi erano infatti gli ultimi Mondiali di Pablo, e il suo compagno a quattro zampe si è presentato alla competizione come unico Amstaff in gara, in un Paese dove questa razza è soggetta a pesanti restrizioni e dove gli esemplari appartenenti alle razze vietate possono essere sottoposti a provvedimenti specifici.
«Siamo entrati in quel palcoscenico così importante sicuri e con la testa al pensiero di giocare e dimostrare che il mio Pablo è strepitoso», racconta Patrizia. E Pablo, anche questa volta, ha fatto la sua parte. Non soltanto sul terreno di gara, ma soprattutto fuori.
Ha incontrato atleti, cani e persone, dispensando quello che la sua padrona considera il suo biglietto da visita migliore: affetto e socialità. «Ha baciato tutti, sia a due che a quattro zampe, soprattutto i disabili», racconta Patrizia, sottolineando come proprio questo comportamento abbia contribuito a rafforzare il messaggio che lei porta avanti da anni.
La trasferta inglese si chiude così con un piazzamento di squadra e con una soddisfazione che va oltre la classifica. Per Patrizia, atleta della Nazionale italiana, educatrice cinofila e operatrice nel settore della disabilità, l’ultimo Mondiale di Pablo diventa anche l’occasione per raccontare ancora una volta quanto il rapporto tra cane e persona dipenda dall’educazione, dalla gestione e dal percorso costruito insieme.
«Rientriamo a casa con la felicità di aver lanciato un messaggio positivo: la razza non fa, a prescindere, un cane aggressivo».
Dopo l’argento mondiale conquistato un anno fa a Lignano Sabbiadoro, Patrizia e Pablo chiudono dunque la loro esperienza iridata con un altro risultato e, soprattutto, con una storia da portare a casa. Una storia iniziata in Sardegna e arrivata fino all’Inghilterra, dove un Amstaff ha provato a farsi conoscere non per i pregiudizi che lo accompagnano, ma per quello che è davvero: un cane capace di correre, gareggiare, socializzare e distribuire affetto.
Ora per Patrizia e Pablo è tempo di rientrare a Sassari. La lunga trasferta in Inghilterra si chiude con una medaglia di squadra, l’ultimo Mondiale insieme e la soddisfazione di aver rappresentato la Sardegna in una competizione internazionale. Restano i chilometri del viaggio di ritorno, le foto e i ricordi di Birmingham, ma soprattutto un risultato che Patrizia porta a casa con orgoglio: «Pablo è strepitoso e sono fiera del meraviglioso cane che è».
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