Crosetto a Sassari premia la Brigata: «Gli italiani portano la pace»
In piazza d’Italia la Medaglia d’argento al valore dell’Esercito per la missione Unifil in Libano. «Sono orgoglioso del lavoro dei nostri militari»
Sassari Le note di “Dimonios”, le bandiere schierate e poi il grido “Forza Paris!”. Piazza d’Italia ha accolto questa mattina, venerdì 25, i militari della Brigata “Sassari”, rientrati dal Libano dopo cinque mesi di missione Unifil. Alla cerimonia era presente il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha conferito la Medaglia d’argento al valore dell’Esercito alla bandiera di guerra del Reggimento logistico “Sassari”.
Nel suo intervento, Crosetto ha rivolto un pensiero alle famiglie dei militari caduti e sottolineato il ruolo dell’Italia nelle missioni internazionali: «Mi unisco al dolore delle famiglie dei caduti. Dal 25 aprile 1945 l’Italia ha cessato la guerra, ma non ha ripudiato la difesa della patria». Il ministro ha poi espresso il proprio orgoglio per «il lavoro di persone di cui non si conosce il nome» che ogni giorno operano nel mondo per la pace. «In giro per il mondo la divisa e l’arma rappresentano la guerra, ma non la nostra – ha detto – perché noi abbiamo portato la pace. È per questo che, in tutti i territori in cui ci sono conflitti, vogliono che le missioni siano guidate dagli italiani».
Anche il sindaco di Sassari Giuseppe Mascia ha voluto ringraziare i “sassarini” per il loro impegno al servizio della pace, sottolineando il valore del loro lavoro e il legame profondo tra la Brigata e la città. Accanto a Crosetto erano presenti il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, già comandante della Brigata Sassari, il capo di Stato maggiore dell’Esercito, generale Carmine Masiello, e le autorità regionali, cittadine e religiose.
La missione si è svolta nel sud del Libano, in un contesto segnato dall’intensificarsi degli scontri, dai bombardamenti e dai combattimenti nelle vicinanze delle basi delle Nazioni Unite. I militari della Sassari hanno garantito la continuità della missione, il monitoraggio della cessazione delle ostilità e il coordinamento con le forze armate libanesi, le autorità e le comunità locali, assicurando anche interventi a favore della popolazione, dal sostegno a strutture sanitarie e scuole al ripristino della viabilità e alla bonifica degli ordigni inesplosi.
«Il coraggio non è soltanto affrontare il pericolo, ma rimanere saldi, uniti e fedeli alla propria missione, soprattutto nei momenti più difficili», ha detto il comandante della Brigata Sassari, generale Andrea Fraticelli, ringraziando i militari per professionalità, disciplina, coesione e spirito di sacrificio. «Sono orgoglioso di voi», ha aggiunto, prima di ricordare il valore del legame con la Sardegna e il sostegno delle famiglie. Portolano ha sottolineato la particolarità della missione e il significato del rientro: «Di fronte a una rapida ripresa delle ostilità, avete garantito la continuità della missione, avete assolto il mandato e siete rimasti accanto alla popolazione libanese».
Il mandato di UNIFIL, ha ricordato, si concluderà il prossimo 31 dicembre, ma «non finisce il nostro impegno», con l’Italia pronta a proseguire il sostegno alle forze armate libanesi attraverso MIBIL e il Military Technical Committee for Lebanon. La cerimonia si è aperta e chiusa con “Dimonios”. Poi l’ultimo “Forza Paris!”, prima del ritorno dei “sassarini” a casa dopo cinque mesi trascorsi in uno degli scenari più delicati delle missioni internazionali. (foto Ivan Nuvoli)
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