Violenza sessuale di gruppo su una coetanea, per due giovani sassaresi si aprono le porte del carcere
La sentenza della Cassazione aveva chiuso un lungo percorso giudiziario
Sassari La condanna definitiva era arrivata pochi giorni fa, ora per due giovani sassaresi si sono aperte le porte del carcere. I carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Sassari hanno dato esecuzione ai provvedimenti di carcerazione nei confronti dei due ragazzi condannati in via definitiva a nove anni ciascuno per violenza sessuale di gruppo ai danni di una coetanea. La sentenza della Cassazione, arrivata nei giorni scorsi, aveva chiuso un lungo percorso giudiziario cominciato con l’assoluzione dei due in primo grado e proseguito con la condanna a nove anni pronunciata dalla corte d’appello di Sassari il 30 settembre 2025.
I fatti risalgono alla notte tra il 9 e il 10 settembre 2021, quando i due, allora poco più che ventenni, si trovavano con la ragazza in un’abitazione del centro storico di Sassari. Secondo la ricostruzione accusatoria, la giovane, che si trovava in condizioni psicofisiche compromesse dall’alcol, aveva manifestato il proprio rifiuto. Per entrambi la Cassazione ha confermato la pena di nove anni.
Nel procedimento era emersa anche una seconda contestazione a carico del più giovane: in primo grado era stato condannato a un anno e sei mesi per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, dopo il ritrovamento di un chilo e 340 grammi di marijuana. Quest'ultimo è stato arrestato all’alba di giovedì 1° ottobre dai carabinieri del Nucleo investigativo. I militari lo hanno rintracciato nell’abitazione della madre, dove gli hanno notificato l’ordine di carcerazione. Non ha opposto resistenza ed è stato accompagnato nel carcere di Bancali, dove dovrà scontare la pena di 10 anni e sei mesi divenuta irrevocabile. Anche per l’altro giovane, ora 27enne, è scattata l’esecuzione della condanna definitiva a nove anni e anche lui è stato accompagnato in carcere. I due erano stati assistiti dall’avvocato Marco Palmieri, mentre la parte civile era rappresentata dall’avvocato Laura Secchi.
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