«Non era lui l’aggressore»: assolto 25enne a Sassari
Il giovane era accusato di rapina e lesioni gravi nei confronti di un docente universitario
Sassari Era finito a processo con l’accusa di aver picchiato e rapinato un docente universitario, ma in aula è emersa un’altra verità: non era lui l’aggressore. Il collegio del Tribunale di Sassari, presieduto dal giudice Giancosimo Mura, a latere Stefania Mosca Angelucci e Sara Pelicci, ha assolto ieri mattina un 25enne sassarese a giudizio per rapina e lesioni aggravate.
Una decisione arrivata al termine di un dibattimento che ha convinto i giudici ad accogliere le richieste dell’avvocato difensore Luciano Rubattu e dello stesso pubblico ministero Giovanni Porcheddu.
Gli elementi raccolti durante il processo hanno infatti permesso di ricostruire una dinamica diversa: a colpire il docente sarebbe stato l’amico che quella sera si trovava insieme al 25enne. I fatti risalgono al 4 luglio 2022, vicino a piazza Tola. Il giovane era in compagnia della fidanzata e di un altro ragazzo. Entrati in un locale, quest’ultimo avrebbe iniziato ad avere un comportamento sopra le righe, aprendo i frigoriferi e prendendo da bere senza autorizzazione. Era stato richiamato prima da una socia del pub e poi da un cliente (docente universitario) che subito dopo il rimprovero era uscito per fumare una sigaretta.
All’esterno era partito il pestaggio: il docente era stato colpito con calci e pugni e gli era stato portato via il portafogli, con documenti e contanti. Per le lesioni riportate aveva avuto una prognosi di 30 giorni. Il 25enne era finito nei guai perché le immagini delle telecamere lo avevano ripreso mentre si allontanava di corsa insieme alla fidanzata. In aula ha però spiegato di essere fuggito proprio a causa del parapiglia che si era creato e di non aver partecipato all’aggressione.
Un elemento importante è arrivato anche dalle dichiarazioni della vittima, che non aveva mai riconosciuto con certezza il giovane. Il docente aveva riferito che poteva assomigliare al suo aggressore, ma senza poterlo identificare con sicurezza. Aveva inoltre descritto chi lo aveva colpito come una persona senza tatuaggi, mentre il 25enne ne ha diversi, circostanza verificata anche dal collegio durante il processo. A confermare la versione dell’imputato è stata inoltre la fidanzata, ascoltata come testimone della difesa. Nessuna prova, in sintesi, era emersa a carico del 25enne, e da qui la sentenza di assoluzione.
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