Sassari, la nuova vita dell'ex inceneritore: ecco cosa diventerà
Sì in giunta al preliminare da 8 milioni per la struttura in disuso a Funtana di Lu Colbu
Sassaro Un centro direzionale ambientale di nuovissima concezione, adeguato ai più evoluti standard tecnologici, energetici, igienici e operativi – dotato di uffici, di uno spogliatoio/filtro, di spazi per il ricovero delle attrezzature e dei mezzi e di un’area di cantiere ampia, in grado di ospitare agilmente il parco mezzi e tutte le strutture necessarie per il loro ricovero e la loro ordinaria manutenzione – da mettere a disposizione di chi in futuro gestirà i servizi di igiene urbana.
È così che il progetto di fattibilità tecnica ed economica approvato dalla giunta Mascia immagina il futuro dell’ex inceneritore di Funtana di Lu Colbu. L’intervento da 8 milioni di euro prevede la bonifica del sito e la riqualificazione dell’ex edificio industriale con l’obiettivo di offrire molteplici benefici sul piano urbano, economico, sociale, ambientale e culturale.
Il sì dell’esecutivo alla proposta avanzata dal vicesindaco e assessore alla Transizione ecologica, Salvaguardia del territorio e Decoro urbano, Pierluigi Salis, consente di inserire l’opera, per cui andranno ora reperite le risorse, nel Programma triennale dei lavori pubblici 2026/2028. Il progetto rientra tra i 13 riguardanti il settore Ambiente del Comune di Sassari tra quelli finanziati a Palazzo Ducale dalla Regione Sardegna attraverso il fondo rotativo. A disegnarlo è stato l’ingegnere Antonio Satta, aggiudicatario dell’appalto bandito nell’ottobre dello scorso anno.
L’ex inceneritore di Funtana di Lu Colbu è stato in funzione per vent’anni tra gli anni ‘70 e ‘90. Il fabbricato industriale è costituito da due corpi e versa da alcuni lustri in condizioni di completo disuso e abbandono. La prolungata assenza di manutenzione, l’esposizione agli agenti atmosferici, le infiltrazioni, i cicli termici e il naturale decadimento dei materiali hanno determinato un quadro di degrado diffuso, che interessa sia le strutture sia le componenti edilizie e impiantistiche.
Gli impianti saranno rimossi e il corpo principale, con un’altezza interna di 15 metri e una copertura a volta, sarà diviso in due piani, destinati a uffici e servizi direzionali. Il resto sarà articolato in due ambiti funzionali: un’ampia area destinata al ricovero, alla sosta e alla gestione operativa dei mezzi, un’area riservata agli operatori, comprendente spogliatoi, docce, servizi igienici, locali per i dispositivi di protezione individuale e percorsi separati “pulito-sporco”.
La riqualificazione del fabbricato comprenderà il miglioramento delle prestazioni energetiche dell’involucro edilizio, con l’obiettivo di ridurre le dispersioni termiche e contenere i fabbisogni energetici dei locali destinati alla climatizzazione. I nuovi infissi garantiranno adeguate prestazioni di isolamento termico e acustico, tenuta all’aria e all’acqua. Saranno inoltre dotati di idonei sistemi di schermatura solare, per migliorare le condizioni di comfort. Si interverrà per adeguare la struttura in tema di prevenzione degli incendi e per rimuovere le barriere architettoniche.
«Recuperiamo un pezzo di storia industriale della nostra città, lo mettiamo in sicurezza sul piano ambientale e avviamo il recupero di tutta l’area», afferma il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia. «Intanto ci prepariamo al meglio in vista del prossimo appalto dei rifiuti, dotandoci di strutture all’avanguardia che favoriscano l’efficienza e l’ottimizzazione del servizio», aggiunge il vicesindaco Salis. Come rimarca ancora il sindaco, «l’intervento proposto si inserisce in un più ampio disegno di rigenerazione urbana e di riqualificazione dell’intera zona, attualmente in totale stato di abbandono e degrado, mediante l’acquisizione dei terreni di proprietà privata». L’obiettivo, gli fa eco Salis, «è di creare un polo ambientale che comprenda, oltre al centro direzionale, un’area di cantiere ampia e attrezzata, idonea al ricovero dei mezzi da mettere a disposizione del soggetto aggiudicatario del prossimo appalto di igiene urbana».
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