La Nuova Sardegna

Sassari

Il cantiere infinito

L’annuncio a Sassari: «La chiesa di Santa Maria riaprirà». Ma nessuna certezza sulla Faradda 2027

di Davide Pinna
L’annuncio a Sassari: «La chiesa di Santa Maria riaprirà». Ma nessuna certezza sulla Faradda 2027

Dalla Regione arrivano 2 milioni per terminare i lavori, soddisfatti lassessore Antonio Piu e il sindaco Giuseppe Mascia

3 MINUTI DI LETTURA





Sassari C’è una speranza, nel futuro di Santa Maria di Betlem. Anzi, a sentire le parole del sindaco Giuseppe Mascia e dell’assessore regionale dei Lavori pubblici Antonio Piu, c’è qualcosa di molto più concreto di una speranza.

Lo stanziamento

L’impegno assunto dei due è al riparo da qualsiasi fraintendimento: ci sono le risorse per completare i lavori e restituire ai sassaresi uno dei simboli della città, legato indissolubilmente alla Faradda. Ancora nessuno si pronuncia sul “quando”, il che, tradotto, significa che è impossibile prevedere se finalmente nel 2027 Candelieri torneranno dentro la chiesa per lo scioglimento del voto all’Assunta. Ma il “se” non è in discussione. La svolta è diventata ufficiale proprio nel chiostro del convento francescano, durante la festa della biodiversità organizzata dal Movimento adulti scout cattolici italiani, quando Antonio Piu ha annunciato la disponibilità di 2 milioni di euro da fondi regionali per completare il cantiere. «A novembre il Comune riceverà queste risorse, che consentiranno di completare il restauro, il consolidamento e anche gli interventi sugli impianti di Santa Maria di Betlem» spiega Piu. Si tratta di denaro che arriva dall’ultimo assestamento di bilancio regionale: «Un risultato frutto del lavoro di squadra fra Regione e Comune» sottolinea Piu.

«Grazie ai 2 milioni regionali, che si aggiungono ai 2 milioni portati in dote dalla ex Rete metropolitana, Santa Maria di Betlem potrà essere restituita in tutto il suo splendore alla città e a chi la visiterà» afferma con soddisfazione Mascia. Che però, in accordo col suo assessore dei Lavori pubblici Salvatore Sanna, sceglie la prudenza sui tempi: «Serviranno più gare e i lavori sono complessi e hanno già mostrato una straordinaria imprevedibilità».

Anche il primo cittadino sottolinea il filo diretto tra Palazzo Ducale e la Regione: «Il reperimento di questi 2 milioni di euro da parte dell’assessore Piu, che ha così esaudito prontamente le richieste formulate dalla nostra amministrazione, confermano la sintonia tra i due enti e la volontà di chiudere questa annosa vicenda». Il finanziamento regionale però non è l’unica risorsa su cui può contare il cantiere di Santa Maria: ci sono già altri 2 milioni, lasciati in eredità dalla vecchia Rete metropolitana.

Le opere

Ma a cosa servirà questa somma? È Mascia a spiegare che i 2 milioni serviranno a completare la “superperizia” richiesta nei mesi scorsi dalla Soprintendenza. Uno studio parecchio complesso che verte sulla valutazione statica e strutturale di alcuni elementi architettonici della chiesa. Lo stanziamento dovrebbe consentire quindi di completare le opere che emergeranno come necessarie dallo studio, oltre che i lavori che erano stati sospesi quando si era scoperto che le condizioni dell’edificio sacro erano molto peggiori di quanto stimato in un primo momento.

Ma, assicura Mascia, la disponibilità complessiva di 4 milioni lascia ben sperare anche nella possibilità di intervenire sulla parte del cosiddetto “conventino”. I lavori svolti finora, già finanziati con 1,4 milioni prima e altri 340mila euro poi, hanno permesso di mettere in sicurezza la cantoria. Il raggruppamento di imprese formato dalla ditta sassarese di Salvatore Solinas e da quella romana di Carlo Usai è riuscita poi a garantire la tenuta anche della navata che, però, sta praticamente in piedi solo grazie ai puntelli. Ora, i 4 milioni dovrebbero permettere di intervenire sulla tenuta della navata e delle cappelle, sulle coperture e gli intonaci ammalorati e di sostituire l’impianto elettrico, lasciando risorse anche per il convento.

La festa

Si farà in tempo per la Discesa dei Candelieri 2027? Probabilmente no, ma l’amministrazione per ora preferisce non esporsi sui tempi, quindi meglio non escludere sorprese. L’antichissima tradizione della Festha Manna prevede che il voto della città alla Vergine Assunta venga sciolto all’interno della chiesa, ma dal 2022 la cerimonia avviene sul sagrato. Una soluzione che doveva essere temporanea, ma che ormai molti temevano sarebbe diventata definitiva. Ora però tutto cambia di nuovo. E forse, la direzione è quella giusta.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Trasporti

Sardegna, il biglietto non basta per partire: voli pieni, liste d’attesa e collegamenti cancellati

di Paolo Ardovino
Le nostre iniziative