Da Castelsardo ai mondiali di surf: Renato Carta sulla cresta dell’onda
La straordinaria avventura a El Salvador come coach della nazionale tedesca
Castelsardo Da Castelsardo a El Salvador sulla cresta dell’onda, in equilibrio su una tavola da surf. È la straordinaria avventura di cui sono protagonisti Renato Carta, presidente e istruttore della Scuola federale “Bulli Surf Club Castelsardo”, da quest’anno anche coach della nazionale tedesca, ed Aleksander Heeke capitano della stessa squadra, un atleta nato in Germania, ma che vive in Sardegna da oltre 15 anni e che proprio nell’isola ha scoperto e coltivato la sua passione per il surf.
In questi giorni, insieme ad altri tre atleti della nazionale tedesca e allo staff tecnico, sono impegnati nei Campionati mondiali di Longboard Surf, in corso a El Salvador. La competizione si tiene a El Sunzal, sulla costa di La Libertad, e si conclude proprio oggi, con la partecipazione di uomini e donne provenienti da oltre 35 Paesi del mondo. Una gara di altissimo livello, dove contano l’esperienza, l’abilità nel cavalcare l’onda, il coraggio, le doti fisiche, atletiche, mentali.
Doti che possiedono Renato Carta e Aleksander Heeke, da anni protagonisti della scena surfistica internazionale. Renato Carta è nato a Sassari il 15 marzo 1986. La sua storia con il surf inizia quando ha neppure dieci anni, nella baia di Porto Ferro. «Mio padre lavorava nella cooperativa impegnata nella costruzione del campeggio – racconta – e io trascorrevo lì le mie estati. Erano anni in cui le scuole di surf non esistevano: si imparava osservando, sperimentando e, soprattutto, vivendo il mare. Lì per la prima volta vidi surfare Vincenzo Ganadu, un surfista locale che ai miei occhi era completamente diverso dagli altri. Era riservato, taciturno, ma aveva un modo di esprimersi sulle onde che mi affascinava. I suoi movimenti sul longboard (una tavola da surf più lunga di quelle normali, ndc) erano eleganti, armoniosi, quasi poetici».
Per anni Renato ha coltivato la passione per il longboard, soprattutto durante l’estate, continuando nel frattempo a giocare a calcio. A 22 anni, però, la perdita del suo migliore amico in un incidente stradale gli cambia profondamente la vita. «Fu un momento che mi portò a guardare le cose in modo diverso, a riflettere su ciò che desideravo davvero e sulla direzione che volevo dare al mio futuro». Ed è lì che il mare, da passione estiva diventa una scelta di vita.
Nel 2013, insieme agli amici Giovanni Falloni e Marco Cossu, fonda il Bulli Surf Club Castelsardo, che nel tempo cresce estendendo la sua attività dal surf al sup, al kayak surfskate, allo yoga e ad altre discipline, finché diventa una scuola federale e un centro di formazione nazionale. Attualmente coinvolge 300 allievi nella spiaggia dell’Ampurias (Sacro Cuore) a Lu Bagnu.
Nel frattempo, Castelsardo diventa anche la sua casa e il suo nido d’amore. Nel 2015 si unisce alla compagna Linda, e nel 2022 nasce la loro figlia Kelia. Ed è in quegli anni che il percorso nel mondo del surf di Renato Carta si incrocia con quello di Aleksander Heeke, Aleks per tutti, nato a Greven in Germania, il 21 settembre 1991, ma da oltre 15 anni residente in Sardegna, a Sorso.
Proprio nell'isola, dove studiava Archeologia all'Università di Sassari, Aleks scopre il surf, una passione che negli anni si è trasformata in un percorso sportivo di livello internazionale. Sotto la guida di Renato, al Bulli Surf Club di Castelsardo, Aleks cresce sempre di più, fino a diventare capitano della nazionale tedesca di longboard nel 2022. Nel 2018, intanto, è terzo classificato alla Coppa Italia di Longboard, nel 2024 è vicecampione tedesco, e nel 2025 è campione nel suo paese d’origine. E sempre nel 2025 è ottavo nel ranking europeo di longboard, e proprio in questi giorni partecipa per la quarta volta al Campionato del Mondo in El Salvador.
«La storia di Aleks – precisa Renato Carta - ha però una particolarità che va oltre i risultati agonistici. Lui rappresenta la Germania, il suo paese d'origine, ma è in Sardegna che ha scoperto il surf, ha trovato il proprio ambiente e si è formato come atleta». Attraverso Aleks, che sostiene la sua candidatura con la dirigenza del suo paese d’origine, Renato Carta approda alla guida della nazionale tedesca. «Con un aspetto – racconta - che mi emoziona in modo particolare. Anni fa accompagnavo Aleks sulle sue prime onde, lo seguivo nelle prime competizioni e condividevo con lui il suo percorso di crescita. Oggi è lui, diventato capitano della Nazionale tedesca, ad aver contribuito a portarmi verso una delle esperienze professionali più importanti della mia vita». Ed ora il Mondiale di El Salvador.
«La nazionale tedesca – dice ancora Renato Carta - è composta da 4 atleti, 2 uomini e 2 donne, tra cui Aleks nel ruolo di capitano. Abbiamo costruito un gruppo unito. Sappiamo che un Mondiale significa confrontarsi con i migliori atleti del mondo. Ma noi ci siamo preparati in maniera adeguata». La conclusione di Renato Carta è umile e allo stesso tempo orgogliosa: «Non avrei mai immaginato – dice - quando ero bambino e osservavo affascinato Vincenzo Ganadu sulle onde di Porto Ferro, di ritrovarmi un giorno dall’altra parte del mondo come allenatore di una nazionale. Eppure, ripensando a tutto il percorso, mi accorgo che il filo conduttore è sempre stato lo stesso: la passione per il mare, l’amore per il longboard e le persone con cui ho condiviso questo viaggio». Il sogno continua.
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