Tv: giudice, 'Corona non informa ma alimenta solo pruriginosa morbosità per soldi'
2 MINUTI DI LETTURA
Milano, 26 gen. (Adnkronos) - Fabrizio Corona non informa, ma si limita - per soldi - ad alimentazione il "pruriginoso interesse del pubblico". E' questo, in sintesi, il ragionamento che porta Roberto Pertile, giudice del Tribunale civile di Milano, ad accogliere la richiesta di Alfonso Signorini e a ordinare di bloccare ogni nuovo video contro il conduttore tv, oltre al 'ritiro' di quanto già pubblicato con 'Falsissimo'. Nel provvedimento di 14 pagine, il giudice sottolinea l'errore di invocare la libertà di stampa - Corona non è un giornalista - e ricorda che l'esercizio del diritto di cronaca e di critica deve rispettare i requisiti della verità oggettiva, della pertinenza e della continenza. Corona è "ben consapevole del fatto che le 'notizie' diffuse attraverso i suoi canali sono connotate da incertezza e non possono perciò ritenersi ammantate di verità oggettiva" spiega il giudice che precisa che l'inchiesta della Procura potrebbe dimostrare che si tratta di accuse false: i pubblici ministeri dovranno non solo valutare l'ipotesi di violenza sessuale ma anche quella di revenge porn che renderebbe vittima Signorini. Il materiale in possesso dell'ideatore di Falsissimo non contiene la prova di eventuali comportamenti illeciti, ma Corona "si è limitato a riferire di attrazione sessuale o relazioni sessuali che, per sé sole, nel nostro ordinamento - si spiega nell'ordinanza - non costituiscono illeciti". Inoltre, "non si ravvisa nessun interesse pubblico a conoscere le preferenze e le abitudini sessuali" di Signorini "che costituiscono di fatto l'unico oggetto delle informazioni diffuse dal Corona" poiché nei vari messaggi telematici istantanei prodotti "non si rintraccia nessun indizio del 'sistema basato su ricatti sessuali per favorire l'ingresso di giovani nel mondo dello spettacolo'", oltre al fatto che "non v'è neppure un principio di prova della genuinità di tali conversazioni". I dialoghi riportati, come i video non fanno altro che alimentare nel pubblico "soltanto la morbosa curiosità per piccanti vicende sessuali, afferenti solo alla sfera intima delle persone coinvolte, alle loro pratiche o anche solo fantasie sessuali, confinate comunque all'interazione fra i due interlocutori" scrive il giudice civile Pertile. "L'aver attribuito a Signorini, fra gli altri, l'epiteto di 'por.. lurido' (circostanza non contestata) costituisce palese violazione del predetto limite" e si traduce "nella deliberata alimentazione del pruriginoso interesse del pubblico, accusando il ricorrente di aver 'perpetrato condotte immorali, deplorevoli e penalmente rilevanti' senza neppure il conforto di prove univoche e al solo scopo di offendere la dignità del ricorrente per poter da ciò ricavare profitto economico", tanto che Corona ha già potuto contare su oltre 15 milioni di visualizzazioni.