La Nuova Sardegna

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Dal Liceo Pira di Siniscola all’Uniss Olbia: l’economia del turismo per raccontare il territorio

di Paolo Ardovino
Dal Liceo Pira di Siniscola all’Uniss Olbia: l’economia del turismo per raccontare il territorio

La proposta degli studenti: «Valorizziamo la nostra pompia e mostriamola di più ai visitatori»

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Va bene la teoria, ma poi sono le domande dirette sa spezzare la barriera di imbarazzo tra docenti e alunni e far brillare gli occhi di curiosità e interesse. Nell’aula magna del Dipartimento di Scienze economiche e aziendali dell’Uniss-Olbia gli studenti del liceo Pira di Siniscola accendono la fantasia quando si parla di loro stessi, del loro territorio. E alla domanda: su cosa puntereste? I liceali non hanno dubbio: l’unicità della pompia, l’agrume endemico di Siniscola e Baronia. Come? «Parlandone di più», «mostrando ai turisti tutti i suoi utilizzi», «raccontare tutto quello che c’è dietro». Le idee, i giovani, le hanno chiare. E non si dica che non conoscono il proprio territorio. Perché lo conoscono anche con sguardo critico: «Sì la pompia la conosciamo tutti ma se ne parla ancora troppo poco, si potrebbe fare molto di più sul turismo», dice per esempio Francesco, alunno di una delle due classi.

La quarta A e la quarta B del liceo Pira sono state protagoniste dell’incontro al piano superiore dell’aeroporto Costa Smeralda-Aga Khan di Olbia. Lì negli spazi del Disea, il dipartimento dell’Università di Sassari che si occupa di economia e management del turismo.

L’incontro tra mondo della scuola e mondo del lavoro, facilitato dal progetto LaNuova@scuola, in questo caso parla del futuro più prossimo: cosa succede dopo gli anni del liceo. Quale scelta compiere con consapevolezza sugli studi universitari. Gli studenti hanno scoperto che è possibile passare ai raggi x un macrotema come il turismo della Sardegna. Ci sono tabelle, numeri, mappe, raffronti, elementi economici. Ma alla base c’è tanto fattore umano. La «narrazione», una delle parole più usate da docenti e alunni, c’è il legame con la propria terra e la passione nel raccontarla a chi viene in vacanza. Non solo mare: il grande sottotitolo.

I relatori d’eccezione sono stati i docenti Silvia Battino e Alberto Ezza. «Abbiamo coinvolto ragazzi e ragazze raccontando loro quello che è il mondo della ricerca e in questo caso il mondo della produzione del settore agricolo, di come possa essere stimolante per creare qualcosa che abbia valore nel territorio», spiega a margine dell’evento la professoressa Battino.

Il focus dell’incontro si è spostato sulle possibilità turistiche del settore enogastronomico. Il professore Ezza ha cercato di disinnescare tutte le paure e i dubbi di un liceale che, al quarto anno, comincia già a guardare fuori dalla finestra per capire la strada più giusta da seguire per le proprie attitudini. «Non credete all’iper competitività», ha ribadito alla platea. Dopo le spiegazioni affiancate da slide sono venute fuori le curiosità. Qualcuno, imbarazzato dal parlare in pubblico – grande classico – si è avvicinato ai docenti una volta terminata la visita al Disea. Per sciogliere gli ultimi dubbi o fare qualche proposta contro lo spopolamento (!).

«Le competenze che si approfondiscono nei nostri corsi di studi possono essere una base – spiega Alberto Ezza – per riflettere su un futuro diverso in questo mercato». L’esperienza diretta funziona: come quella di Franco Floris che, tolti gli abiti del meteorologo dell’Enav alla torre di controllo, ha mostrato quelli del fresco ex laureato tra le aule del Disea. «La passione» per nuove strategie turistiche lo ha portato a creare una start-up che si occupa di raccontare ai visitatori le attività esperienziali nell’isola.

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