La Nuova Sardegna

Cultura, Nordio: "Dimore storiche devono diventare anche risorsa economica"

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Roma, 15 apr. (Adnkronos) - "La cultura in Italia deve essere sempre più considerata non solo come patrimonio identitario, ma anche come leva economica e produttiva capace di generare valore e sviluppo". È quanto ha affermato il ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervenendo alla 49esima Assemblea dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, dal titolo 'Patrimonio privato, valore pubblico: il ruolo delle dimore storiche per il sistema Paese', tenutasi a Roma al Teatro Argentina. Nordio ha sottolineato come nel nostro Paese persista ancora una visione che separa cultura ed economia, quasi che il valore culturale debba restare svincolato da qualsiasi logica produttiva. “In altri Paesi – ha spiegato – la cultura si associa invece alla produttività e al profitto, inteso come strumento per migliorare la vita collettiva”. Un approccio che, secondo il ministro, l’Italia dovrebbe progressivamente adottare per valorizzare il proprio enorme patrimonio. Il ministro ha evidenziato come l’Italia sia “il Paese culturalmente più ricco al mondo”, ma non sempre in grado di trasformare questa ricchezza in opportunità economiche. Il riferimento è anche al sistema delle dimore storiche, dei musei e dei beni culturali, spesso gravati da costi di manutenzione elevati che rischiano di diventare insostenibili per i proprietari privati. “Se cade un tetto, in alcuni casi si è costretti a ricorrere a un mutuo per coprire le spese di manutenzione”, ha osservato Nordio, richiamando la necessità di un quadro più favorevole alla gestione di questi beni. Pur riconoscendo i passi avanti compiuti negli ultimi anni, il ministro ha evidenziato come resti ancora molto da fare, sia sul piano normativo che su quello culturale. Nordio ha quindi ribadito la disponibilità del proprio dicastero a sostenere ogni iniziativa volta a rafforzare il legame tra cultura ed economia, sottolineando come la valorizzazione del patrimonio non sia in contrasto con la sua tutela, ma ne rappresenti anzi una condizione necessaria. “La cultura – ha concluso – è anche un mezzo di arricchimento etico e intellettuale, e va sostenuta con risorse adeguate e strumenti moderni”.
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