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Oltre lo sport

Il calcio, filo invisibile che tiene insieme comunità e piccoli paesi

di Gabriele Carta*
Il calcio, filo invisibile che tiene insieme comunità e piccoli paesi

Non solo un passatempo: la squadra è spesso l’ultimo presidio sociale. Ma il movimento si scontra con spese alte e difficoltà negli spstamenti

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Il calcio in Sardegna non è mai stato un semplice passatempo la domenica pomeriggio; è piuttosto un filo invisibile che tiene insieme i piccoli paesi dell'interno e le città sulla costa. In un panorama dilettantistico coordinato dal Comitato Regionale della Lnd, la passione pura si trova ogni giorno a fare i conti con i problemi concreti dell'insularità.

Al vertice di questo movimento c'è l'Eccellenza, una sorta di "Serie A" locale a girone unico dove il livello tecnico si alza parecchio e l'obiettivo è il grande salto verso la Serie D nazionale. Subito sotto si passa alla Promozione, di solito divisa nei due classici gironi Nord e Sud. È qui che si accendono i campanilismi storici tra Gallura, Sassarese, Campidano e Sulcis, ed è sempre qui che iniziano a farsi le ossa i ragazzi del posto, tutelati dall'obbligo dei fuoriquota. Il vero motore dell'isola, però, sta ancora più giù. In Prima Categoria l'esperienza dei vecchi del mestiere si incrocia con l'entusiasmo dei ventenni, e giocare in casa diventa quasi sempre un fortino inespugnabile. In Seconda Categoria, invece, la squadra diventa una questione d'identità pura: parliamo di club che rappresentano borghi di poche migliaia di anime. Fino alla Terza Categoria, la linea di partenza. Lì si gioca sui campi di periferia, per l'orgoglio del paese e per il terzo tempo, ma con una foga agonistica che non ha nulla da invidiare ai professionisti.

Certo, portare avanti il calcio dilettantistico da queste parti è un'impresa logistica. Le trasferte sono il vero tallone d'Achille: muoversi da Olbia a Carbonia, o tagliare da Alghero a Tortolì, significa farsi ore di viaggio su strade statali tutt'altro che comode. Spese vive che pesano sui bilanci delle società, che galleggiano grazie al volontariato e a qualche piccolo sponsor della zona. Ma il valore di tutto questo va oltre i tre punti. In molte zone colpite dallo spopolamento, la squadra è l'ultimo presidio sociale, l'unico centro di aggregazione rimasto. Lo stadio, in sintetico o in terra battuta, diventa il posto piu visto della domenica, il posto dove la comunità si ritrova. È una Sardegna che corre, fa sacrifici e non ci sta a sparire.

*Gabriele frequenta il Liceo Canopoleno a Sassari

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