«Marx, Spinoza, Gramsci: giusto conoscerli per sviluppare pensiero critico»
La bozza presentata dal ministro Valditara propone di escludere dai programmi grandi intellettuali e filosofi
È il 13 maggio 2026 e il ministro dell' Istruzione, Giuseppe Valditara, propone di riformare il programma di studio dei licei d'Italia. Il romanzo dei Promessi sposi non sarà più studiato nel secondo anno ma al quarto. Lo studio di grandi filosofi come Nietzsche e Spinoza verrà escluso dai programmi ministeriali. Ma non solo, anche grandi intellettuali come Karl Marx e Antonio Gramsci. Ma perché? Con Marx conosciamo per la prima volta il concetto di alienazione lavorativa causata dallo sfruttamento capitalista. Karl Marx non è un nostro contemporaneo, non è vissuto nel 2000 e nemmeno nel 900 ma nel 1800 eppure argomenti come l'alienazione lavorativa sono più che mai attuali. Non è strano nel 2026 sentir parlare di un lavoro che aliena l'uomo. Sempre più spesso i lavoratori diventano un tassello di una grande macchina lavorativa. Sempre più spesso avvengono morti sul lavoro. Ma un intellettuale come Marx che parla di noi, della classe lavoratrice, perché non dovrebbe essere studiato? Forse perché è troppo difficile? Però Antonio Gramsci affermava che la scuola doveva essere difficile e che studiare doveva essere un mestiere faticoso che richiede partecipazione attiva e la capacità di sviluppare un pensiero critico.
Anche la scuola attuale deve stimolare negli studenti la capacità di sviluppare un pensiero critico. Non formare masse d'indifferenti ma individui attivi nella vita sociale, come afferma lo stesso Antonio Gramsci nell'opera "La città futura".
Noi ragazzi vogliamo studiare questi intellettuali. Vogliamo sviluppare un pensiero critico e mettere in discussione i grandi ideali degli intellettuali e i nostri ideali, perché come disse anche Eraclito "Si impara per opposti". Ma soprattutto vogliamo studiare e conoscere. "Istruitevi ragazzi, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza" (Antonio Gramsci).
*Emma frequenta l’Istituto Garibaldi alla Maddalena
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