La Nuova Sardegna

Previsioni

Meteo, a Ferragosto acque dell’isola sopra i 30 gradi: rischio ondate di calore marino – Cosa sono e le conseguenze


	Mappa iLMeteo.it
Mappa iLMeteo.it

A certe condizioni aumenta la minaccia di fenomeni meteorologici estremi

3 MINUTI DI LETTURA





Sassari Il Mar Mediterraneo si sta trasformando in un vero e proprio bacino tropicale. E la Sardegna è tra le aree più colpite dal fenomeno di surriscaldamento delle temperature delle acque marine, proprio come emerge dal recente studio di Greenpeace. Stando poi alle previsioni per i prossimi giorni diffuse da Mattia Giussoni, meteorologo de iLMeteo.it, entro Ferragosto, il Mediterraneo potrebbe registrare valori intorno ai 29/30°C in diversi settori. Temperature che oltre a causare gravi danni sulla flora e la fauna marina – che di per s è già abbastanza grave – potrebbero avere le conseguenze dirette anche sul clima. 

Le previsioni nei prossimi giorni

La fase estremamente calda dell'ultimo mese dovuta alla presenza dell'anticiclone africano – spiega il meteorologo Gussoni sul sito – sta avendo delle conseguenze dirette sulle temperature dei nostri mari.
Entro Ferragosto potremmo registrare valori intorno ai 29/30°C  – temperature appunto tipiche dei Tropici – in diversi settori. Si tratta di di scarti termici rispetto alle medie di riferimento di +5/6° gradi, una deviazione enorme per un ecosistema marino. La mappa proposta sul sito dal Coperninus marine service mostra chiaramente come l’accumulo di calore non sia limitato a singole coste, ma coinvolga ampie porzioni del bacino del Mediterraneo, trasformandolo in un vero e proprio serbatoio” di energia. Nel dettaglio, il rosa indica temperature elevatissime, tra i 30 e i 32 gradi – e sono proprio quelle che riguardano gran parte dell’isola, soprattutto lungo la costa orientale e meridionale –; mentre il rosso indica temperature altrettanto elevate, tra i 26 e i 30 gradi. 

Ma quali potrebbero essere le conseguenze?

Con queste condizioni – spiega ancora Gussoni – aumentano sensibilmente le possibilità di ripetute Marine Heatwave, cioè ondata di calore marino che si verificano quando la temperatura superficiale dell’acqua supera per diversi giorni consecutivi (o addirittura settimane) la media climatologica del periodo – proprio come successo in Sardegna all’Asinara –. Questo eccesso di calore immagazzinato nel mare rappresenta il "carburante" ideale per lo sviluppo di fenomeni meteorologici estremi. Le acque surriscaldate, infatti, aumentano l'evaporazione e saturano l'aria di umidità, creando un enorme accumulo di energia potenziale pronto a scatenarsi sotto forma di alluvioni lampo e grandinate non appena un fronte instabile in discesa dal Nord Europa interagirà con questo calore latente. La storia recente è ricca di questi eventi che sempre più spesso colpiscono l'Italia e molti altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

In Sardegna il record nazionale

Ma tornando al mare della Sardegna, secondo il sesto rapporto “Mare caldo” di Greenpeace Italia, tra la fine di maggio e luglio 2025 l’Area marina protetta dell’Asinara ha registrato un’anomalia termica di +3,5 gradi rispetto alla media climatologica, durante un’ondata di calore durata 41 giorni. È il dato più elevato rilevato a livello nazionale. Tra le aree più colpite anche le aree marine protette di Capo Carbonara e Tavolara, con anomalie fino a +3,46 gradi. Temperature che hanno già avuto conseguenze sugli organismi marini. All’Asinara, sempre nel corso dei monitoraggi di Greenpeace, sono stati osservati fenomeni di necrosi e sbiancamento che hanno interessato specie particolarmente vulnerabili, tra cui la gorgonia gialla (Eunicella cavolini) e il corallo Cladocora caespitosa. Segnalata inoltre una crescente diffusione di specie termofile e aliene, tra cui l’alga invasiva Caulerpa cylindracea.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Meteo

Emergenza caldo in Sardegna, domani allerta rossa per ondate di calore - ecco dove

Le nostre iniziative