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Farmaceutica, Murelli (Lega): "Testo unico per agevolare accesso a terapie innovative"

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Roma, 3 lug. (Adnkronos Salute) - “Ci sono delle direttive europee molto importanti arrivate in Commissione Politiche europee. La prima è il ‘Critical Medicines Act’, incentrato proprio sui medicinali critici e i principi attivi. La seconda è il ‘Biotech Act’, volto a valorizzare i farmaci innovativi e le biotecnologie all'interno del settore farmaceutico e dei medicinali. Ecco perché l'Italia deve guardare, in particolare, al Testo Unico sulla legislazione farmaceutica” avendo però una visione chiara “quella di poter allargare il sistema della legislazione farmaceutica per fare in modo che i farmaci innovativi arrivino direttamente al paziente ancora prima di essere approvati dall'Aifa-Agenzia italiana del farmaco, oppure accorciando i tempi di approvazione”. Lo ha detto Elena Murelli, X Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale al Senato, partecipando all’evento ‘Competitività, investimenti e accesso all’innovazione in sanità: una sfida per l’Europa’, promosso da Ucb in collaborazione con l’Ambasciata del Belgio in Italia, a Roma. L'accesso ai farmaci innovativi “determina la qualità della vita del paziente - continua Murelli - ma soprattutto dà speranza di vita e contribuisce al risparmio dei costi del Servizio sanitario nazionale”. Inoltre, “nel momento in cui adottiamo questo tipo di visione, rimaniamo competitivi all'interno del sistema internazionale. Ci sono infatti provvedimenti particolari, come quelli approvati e portati avanti dagli Stati Uniti, ad esempio sul fronte dell'innovazione biomedica, che rischiano di creare problemi di competitività alle aziende italiane. Noi dobbiamo continuare a mantenere il sistema italiano in cui le aziende multinazionali, ma soprattutto le realtà italiane, devono continuare a investire nella ricerca per fare in modo che i farmaci innovativi arrivino ai pazienti. La ricerca e l'industria non devono assolutamente contrapporsi - rimarca - ma procedere insieme per fare in modo che l'Italia e l'Europa investano sempre di più nell'ecosistema sanitario e nell'industria farmaceutica italiana ed europea, garantendo che i principi attivi e i medicinali arrivino sempre a disposizione del paziente”. In tal senso, per Murelli bisogna “fare in modo che ci sia sempre più apertura sui trial clinici per far partecipare i pazienti alla ricerca, facendo capire esattamente come si sviluppa l'innovazione. Dall'altro lato - conclude - è necessario allargare il consenso informato e far partecipare sempre di più anche le associazioni dei pazienti ai tavoli decisionali del ministero della Salute e alle procedure di approvazione dei farmaci stessi”.

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