Prodotti da fumo, Crisci (Logista): "Sulle regole serve tempo per misurare gli effetti"
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Roma, 17 set.(Adnkronos) - "Siamo di fronte a ciò che definirei la nostra storia e il nostro dna: l'errore che spesso si compie nel valutare Logista è inquadrarla unicamente come un mero operatore logistico dedicato allo spostamento di un prodotto. La mera esecuzione dell'attività di distribuzione deve infatti essere effettuata nel rispetto di regole rigide e di controlli estremamente efficaci, data la natura specifica del bene trattato". Lo ha dichiarato Dario Crisci, amministratore delegato di Logista Italia, durante l’incontro di presentazione del 'Rapporto sulla distribuzione dei prodotti da fumo e non da fumo 2026', promosso da Logista in collaborazione con la Fondazione Tor Vergata. Sulle modalità con cui la rete e i sistemi aziendali traducono le norme in tracciabilità e contrasto all'illegalità, "eventi come questo rappresentano l'occasione fondamentale per anticipare l'adozione di un quadro regolatorio e avere il tempo necessario a pianificare e far evolvere i sistemi, le procedure e le automazioni che vengono messe a terra – spiega Crisci – Questo approccio consente di adeguarsi nel tempo all'evoluzione del mercato e della regolamentazione, garantendo elevati standard di sicurezza e un costante monitoraggio della filiera". In merito ai tempi di attuazione necessari alla rete distributiva per adattarsi alla revisione delle direttive europee Ted e Tpd, l’ad di Logista chiarisce: "Il tempo richiesto da un punto di vista strettamente ingegneristico per l'adeguamento delle soluzioni non è un tempo lunghissimo. Essendo una società che opera nella distribuzione, innoviamo per far fronte nei tempi a ciò che viene richiesto. Ciò che necessita invece di un confronto molto più fitto e di un tempo adeguato è l'interlocuzione necessaria per verificare le conseguenze dell'evoluzione normativa". Un confronto indispensabile per salvaguardare la sostenibilità dell'intero comparto e l'apporto garantito alle casse dello Stato. "Bisogna comprendere a fondo quali sono le ricadute su un sistema economico in cui la parte logistica rappresenta solo un nodo, ma che vede il controllo e la tutela di un gettito erariale fondamentale per il Paese e il coinvolgimento diretto di oltre 50 mila rivendite, che si traduce nel lavoro di 50 mila famiglie – conclude Crisci – Esiste un tempo contenuto per l'adozione della soluzione ingegneristica, ma deve esserci un tempo adeguato al confronto per verificare se un'evoluzione di questo tipo possa garantire la sostenibilità di un ecosistema complesso e articolato entro cui operiamo".
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