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E meno male ora c’è il roster lungo

E meno male ora c’è il roster lungo

Sacchetti attende di poter contare su tutti gli uomini contemporaneamente

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SASSARI. Dodici giocatori per competere su più fronti, dodici giocatori per non dover spremere sino all’osso stelle e gregari. E soprattutto per affrontare i playoff con ambizioni da grande squadre. E meno male che ci sono, perché sinora sono serviti tutti.

Quella del roster lungo è di gran lunga la scelta più azzeccata per la Dinamo edizione 2013-’14, anche perché lo scorso anno la società era rimasta scottata dall’esperienza dei playoff giocati col fiato corto da alcune stelle. Eppure, da quando la Dinamo ha raggiunto l’assetto attuale (quindi dopo la campagna di aggiustamenti fatta a cavallo del 2013 e del 2014) Meo Sacchetti non ha praticamente mai potuto contare sul roster completo, nè per gli allenamenti, nè tanto meno per le partite. Domenica a Milano era fuori causa Tessitori, reduce da una brutta botta a una mano subita la settimana precedente contro Caserta. Era di fatto fuori causa anche Travis Diener, arrivato all’ultimo momento da Sassari dopo la nascita della secondogenita. Il play era sostanzialmente inservibile, e così lo era stato un paio di mesi fa Marques Green, mancato nella gara persa a Pistoia dopo il viaggio lampo negli Usa per assistere la moglie. E poi, a ruota, gli infortuni capitati a Travis Diener, Jack Devecchi (due volte), Drew Gordon (due volte) e la difficoltà con cui l’ultimo arrivato, Ben Eze, ha raggiunto uno stato di forma accettabile.

Il roster lungo ha permesso di limitare i danni e di affrontare tutti i match con una relativa tranquillità (ammesso che un Diener o un Gordon si possano “regalare”), ma di certo quest’anno la Dinamo non è debitrice nei confronti della buona sorte. Che domenica, con l’inattesa sorpresa arrivata da Brindisi, ha forse iniziato a restituire qualcosa ai sassaresi. Non tutto assieme, certo. Per rimettere i conti a posto ci sono anche i playoff. (a.si.)

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