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Il Banco esce di prepotenza e si prende il quarto posto

di Roberto Sanna
Il Banco esce di prepotenza e si prende il quarto posto

I biancoblù battono Brindisi con un grande secondo tempo dopo un avvio timoroso Tra una settimana il via ai playoff: lunedì e mercoledì appuntamento al PalaSerradimigni

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SASSARI. Ci vediamo tra una settimana, stesse squadre e stesso campo. Il Banco va a prendersi di forza il quarto posto ed è una buona notizia, finalmente una vittoria in una partita giocata a muso duro per di più contro la prossima avversaria nei playoff. L’Enel Brindisi, non una qualsiasi, una delle squadre che ai tifosi sassaresi più piace battere, in memoria di grandi battaglie, tante vittorie e cocenti sconfitte. Ci rivediamo tra una settimana al PalaSerradimigni e non al PalaElio proprio grazie a questo successo, arrivato dopo una partita vissuta con grande apprensione soprattutto nel primo quarto d’ora. Al Banco per arrivare quarto serviva una vittoria con (almeno) 9 punti di scarto, a metà del secondo quarto invece era sotto di 11 (27-38)e non tirava una bella aria. A quel punto era chiaro che per ribaltare la situazione con un differenziale di +20 serviva qualcosa di meglio di una difesa morbida e un attacco scriteriato. Il Banco l’ha capito, riprendendo subito in mano la gara (47-41 all’intervallo), allungando una prima volta nel terzo quarto e piazzando la botta decisiva nell’ultimo. Detta così sembra anche semplice ma non lo è stato affatto. E non lo sarà nemmeno nei playoff.

Brutta partenza. Dinamo avanti 6-0 grazie a Omar Thomas, che ieri è stato di parola: martedì aveva dichiarato pubblicamente che queste sono le sue partite, ha chiuso con 21 punti, 12 rimbalzi e 2 recuperi, più tante piccole-grandi cose per la squadra. Il primo sprint di Black Jesus non ha però dato la scossa giusta ai compagni e per un quarto d’ora la Dinamo ha ballato al ritmo degli avversari. Un po’ per i meriti di Brindisi, che ha fatto sempre la cosa giusta, un po’ (tanto) anche per demeriti propri facendo sempre le cose sbagliate. In difesa un fallo solo speso nel primo quarto, in attacco un arrembaggio a testa bassa con clamorosi errori proprio dove di solito i biancoblù sono i più bravi, la lettura delle situazioni di gioco. Caleb Green all’inizio è deleterio e finisce in panchina, Drake è braccato e raddoppiato, Travis non si accende, Eze è a disagio nelle corse selvagge. Il break, più che con la difesa “spensierata”, il Banco lo incassa attaccando in maniera scriteriata e facendosi infilare in contropiede e transizione.

La ripresa. Meo rimescola i quintetti e le prova un po’ tutte, alla fine l’assetto che paga è quello più piccolo. Small is smart, dicono nell’Nba, la Dinamo si riscopre ancora bella con Caleb pivot e Thomas numero quattro, con Travis Diener e Marques Green insieme e Drake, udite udite, in panchina. Proprio una tripla di Marques ricuce il il break (30-38), poi sul 32-38 arriva un fallo tecnico a Campbell che consente alla Dinamo di ribaltare la partita: dal 27-38 al 47-41 in meno di 5’, parziale di 20-3 con l’Enel che segna solo dalla lunetta. Per come si stavano mettendo le cose, un grande successo.

La seconda partita. È quella che il Banco, dopo aver recuperato il break, deve giocare dal terzo quarto in poi, quando arriva subito al 53-43 e virtualmente ha completato la missione. A quel punto ha 18’ per difendere il quarto posto e lo fa con la ritrovata ispirazione di Travis e l’energia di Brian. Brindisi rientra più volte, ci pensa Drake nel finale a tenere salda la diga. Col punteggio sempre in equilibrio, è chiaro che serve un altro break e all’inizio dell’ultimo quarto entra in scena Caleb Green con una delle sue grandi esplosioni: 14 punti e 5 falli subiti, 10 di fila dopo un avvio faticoso dei biancoblù (0-6). A 5’ dalla sirena la Dinamo ormai ha dilagato, è +20 (85-65) e Brindisi ha già il bonus. Lunedì si riazzera tutto, ma questo è già un bel segnale.

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