L’abbraccio della «Nord» per l’ultima volta di Cossu
Bella prova del fantasista nato a Cagliari e che ha giocato 223 partite in rossoblù A fine partita ha regalato la maglietta ai tifosi che urlavano: «Andrea uno di noi»
CAGLIARI. L’ultima volta non si scorda mai. Ed è certo che Andrea Cossu non dimenticherà il pomeriggio dell’11 maggio 2014. Al Sant’Elia contro il Chievo, squadra di quella Verona che tanta parte ha avuto nella sua carriera, il folletto rossoblù ha presumibilmente chiuso la carriera in rossoblù. Questa sembra essere l’intenzione di Cellino, ammainare la bandiera del giocatore nato a Cagliari il 3 agosto del 1980 nel popolare quartiere della Fonsarda. Cossù ha giocato la bellezza di 223 partite in serie A con il Cagliari. E’ il giocatore sardo con più presenze nella massima serie con il Cagliari, tallonato però a 5 gettoni di distanza da Francesco Pisano. Ha segnato dieci reti ed ha avuto tanti meriti nelle salvezze conquistate dal Cagliari dal 2005 a oggi (con l’intervallo della stagione 2006-2007 trascorsa a Verona). E’ diventato un’autentica bandiera. Soprattutto è l’idolo della cur va. Perchè Andrea Cossu è davvero uno di loro, uno della curva. Lo dimostra con i fatti. Sotto la maglia rossoblù indossa una maglia dei tifosi della nord con la scritta «Assenti presenti», il motto che inneggia ai supporter costretti a stare fuori dallo stadio. Nel polpaccio ha tatuato il simbolo degli sconvolts. Anche lui, insomma, è un ultrà, anche se in campo è stato sempre e comunque un giocatore molto corretto e sportivo.
Ieri l’epologo della partita è stato quasi da libro cuore. Al fischio finale Andrea Cossu è andato sotto la curva. Ha iniziato un veloce strip tease: via la maglietta e via i calzoncini, lanciati verso le braccia protese dei tifosi della nord. Quindi ha percorso i gradini che separano il campo dal settore dei tifosi e ha abbracciato un paio di supporter. Due, tre, quattro abbracci, poi altri si sono avvicinati, sino quasi a sommergerlo, con la curva che cantava: «Andrea, uno dei noi». A malapena il fantasista del Cagliari è riuscito a divincolarsi e tornare verso gli spogliatoi, non senza riservare un applauso commosso anche ai tifosi seduti in tribuna. Andrea ha chiuso con una bella prestazione, anche se non è servita a evitare una nuova sconfitta interna al suo Cagliari. La squadra che tifa sin da bambino, quando sognava di scendere in campo al Sant’Elia indossando la maglia rossoblù. Lui, quel sogno, lo ha realizzato. E non da comprimario, ma da protagonista della storia del Cagliari.