Morandi si dimette. Ballardini: «Distrutti»
BOLOGNA . «Avrei voluto rassegnare le mie dimissioni da presidente onorario con il Bologna in salvo, invece purtroppo lo devo fare in questo momento pieno di tristezza. Spero che si possa presto...
BOLOGNA . «Avrei voluto rassegnare le mie dimissioni da presidente onorario con il Bologna in salvo, invece purtroppo lo devo fare in questo momento pieno di tristezza. Spero che si possa presto risalire la china, ricordando che Bologna è comunque una città di Serie A». Lo aveva detto e l’ha fatto: il cantante Gianni Morandi ha annunciato di aver lasciato la presidenza onoraria del Bologna. La sua decisione era nota da tempo: il rapporto con i tifosi era ormai logoro, specie dopo le polemiche su Bologna-Napoli, quando gli spalti del Dall’Ara fischiarono la canzone “Caruso” del compianto Lucio Dalla ed esposero striscioni insultanti contro i napoletani. «Da pochi minuti la squadra del Bologna è matematicamente retrocessa in Serie B - ha detto Morandi - l’amarezza è molto grande. Adesso si deve trovare la forza per ripartire e rifondare la società e la squadra con rinnovato entusiasmo».
Il Catania sceglie il silenzio. E sul versante Bologna, ecco il volto triste di Ballardini. «Il riassunto della stagione del Bologna»: per il tecnico è l'ultima gara casalinga, quella della condanna, «non meritavamo di perdere. Non meritavamo neanche di pareggiare». Era convinto di farcela Ballardini, e soprattutto era convinto che, vincendo, «potevamo giocarcela ancora. Ma è una stagione nata male e continuata ad andar male». Su quello che ha portato a una stagione così, a questo finale, il tecnico non ha recriminazioni nei confronti della società. «Lo spogliatoio è distrutto, siamo mortificati».