La Nuova Sardegna

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Il popolo rossoblù si divide: chi decide adesso?

Onore delle armi al presidente uscente ma tanti dubbi sulla nuova proprietà e sul futuro del club

29 maggio 2014
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CAGLIARI. Entusiasmo e dubbi in parti uguali. Massimo Cellino che dopo 22 anni, quindici in serie A e una semifinale di Coppa Uefa, vende il Cagliari è notizia che suscita nella tifoseria commenti opposti. Intanto, per la dinamica: se ne parla da mesi, c’è di mezzo l’acquisto del Leeds, con battute infelici o tradotte male annesse, una salvezza mogia in un finale opaco. Inoltre, la città è ancora ko per la questione stadio: pareva fatta ma la Commissione di vigilanza dopo un primo via libera, ha bloccato l’ok a sedicimila spettatori. Prossimo incontro per martedì prossimo. Peccato che entro il 20 giugno vada indicato lo stadio dove giocare l’undicesima stagione di fila in A. E senza il Sant’Elia si emigra di nuovo: Livorno, Monza, Brescia, il Flaminio di Roma? Chissà.

Intanto, i supporter navigano a vista. «Mi pare un salto nel buio. Conoscendo il presidente noto che mancano troppi dettagli a una cessione globale. Mi lasciano perplessi anche i tempi: chi sceglie l’allenatore, fa i contratti e tutto il resto in un periodo in cui, con i mondiali alle porte, si va a mille all’ora?» si chiede Giuseppe Chessa, tifoso doc e primario di ginecologia del Brotzu. «Spero che la squadra vada in mano a persone all'altezza. Mi sembrava che Cellino volesse mollare. In Italia ci sono tanti paletti, voleva fare uno stadio all'inglese e così non è stato. Il presidente ha sempre fatto bene. Lascia un'eredità - dice l’ex difensore rossoblù Aldo Firicano - di un certo tipo. Non so se chi ne prenderà il posto sarà in grado di continuare un lavoro non facile».

Paure e interrogativi. Che neanche il popolo del web con i quattro mori nel cuore sa sbrogliare. «Se il presidente Cellino ha deciso così, benvenuti americani. Ma prima di tutto lo stadio» trapela dal Centro di coordinamento. La tifoseria organizzata non ha dubbi: «Dobbiamo avere uno stadio dignitoso, abbiamo fatto la figura dei pellegrini in tutta Italia». Sulla questione torna Firicano, in passato accostato alla panchina rossoblù: «Cellino è stato frenato dalla burocrazia. Dispiace perdere un presidente così, ha sempre voluto il bene della squadra, ha tenuto il Cagliari senza debiti. Ripeto, spero che chi ne prenderà il posto faccia il bene del club». Dall’ex giocatore alla piazza. «I presidenti e i giocatori passano, la società rimane per sempre. Se c’è stata la vendita, auguriamoci che non ci siano colpi di scena. E che vengano prese in fretta scelte giuste per il prossimo campionato» dice Maurizio Loi, fedelissimo dei Distinti. «Adesso che non c’è Cellino di chi parleremo» ironizza sul web un tifoso. Un altro rilancia: «Ma chi sceglie per l’allenatore e per i rinnovi, Salerno? E chi sarà il presidente scelto dagli americani per decidere su queste cose?»

Mario Frongia

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