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IL CAMPIONE E LA VOGLIA DI PRIMEGGIARE

di STEFANO TAMBURINI

di STEFANO TAMBURINI Ci sono parole che, prima che siano pronunciate, già si possono leggere negli occhi di chi sta per regalarcele. E bastava vederlo, Valentino Rossi, in quel pomeriggio dello...

30 maggio 2014
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di STEFANO TAMBURINI

Ci sono parole che, prima che siano pronunciate, già si possono leggere negli occhi di chi sta per regalarcele. E bastava vederlo, Valentino Rossi, in quel pomeriggio dello scorso novembre – freddo e umidità al top – prima di indossare il casco per piegare e intraversare la moto nello sterrato infangato del suo ranch vicino a Tavullia, tempio laico dei motori, dove un po’ tutti si sentono campioni del mondo. E, forse, in qualche modo lo sono, tanta è la partecipazione alle avventure del pilota. Il Dottore poi, alla fine, parlò – anche se gli occhi avevano già detto tutto – di fronte a una ventina di giornalisti ammessi per la prima volta nella riservatissima palestra dei motori. Lì, in un casale a malapena ristrutturato, le castagne sul fuoco, amici e un buon bicchiere (per gli altri), ecco l’annuncio di voler correre per altri due anni e, soprattutto, di voler tornare a giocarsi qualcosa di importante. Non era un modo per tirare a campare: Rossi aveva appena presentato la sua “industria del merchandising” che è in espansione e anche la scuderia di Moto3 Sky-Vr46, messa in piedi insieme con la tv satellitare per far crescere giovani piloti italiani. Volendo, quelle due cose insieme, lo avrebbero potuto appagare e assorbire, senza alcun rimpianto. Eppure, con il papà Graziano che rassicurava tutti e spiegava perché Valentino sarebbe stato «di nuovo lì a lottare con Marc Marquez e con gli altri», lui inanellava giri su giri nella fanghiglia mista a nevischio. Dava la paga ai giovanissimi Romano Fenati e Francesco Bagnaia, i “suoi” piloti di Moto3, pronti a tentare di carpirne i segreti. Quel ranch era stato teatro di mille sfide anche con l’amico Marco Simoncelli ed è ancora lo scenario degli allenamenti più duri. Marquez per adesso ha, e forse l’avrà ancora, qualcosa in più ma è lo stesso campione in carica ad annunciare: «Vedrete, al Mugello Valentino andrà fortissimo». Sulla pista toscana, Vale ha vinto come nessun altro ed è qui che quattro anni fa conobbe il momento più difficile con la terribile caduta in prova che ha segnato una specie di spartiacque. Il Valentino del prima e del dopo quello schianto non si sono più incontrati ma potrebbero farlo proprio lì dove il romanzo del campione ha conosciuto la pagina più amara.

@s__tamburini

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