La Nuova Sardegna

Sport

Tutto Cagliari

Silvestrone sul Cagliari: «Mercoledì i soldi e i nuovi proprietari»

Silvestrone sul Cagliari: «Mercoledì i soldi e i nuovi proprietari»

«Finchè l’acquisto della società non è completato non chiedetemi i nomi»

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Difende il Fondo Usa e se stesso, crede nella chiusura positiva della trattativa, dà l’appuntamento a mercoledì: «Appena arriva l’ok della Commissione di vigilanza sui sedicimila spettatori al Sant’Elia, a Cagliari verrà firmato il pre-contratto, bonificata la caparra a Cellino e cadrà il patto di riservatezza. Allora conoscerete la società e gli imprenditori che guideranno il nuovo corso del club». Ma ieri, Luca Silvestrone, vicepresidente della Federconfesercenti e uomo degli americani, è andato oltre. Niente nomi. «Sì, Cellino conosce gli investitori. Io come suo paravento? Chi sa come la pensa il presidente, che ha sempre usato la faccia e pagato in galera le sue scelte, sa che non si nasconde? La verità è più semplice: premesso che l’architetto Dan Meis rappresenta il Fondo e non si presterebbe a questi giochetti, il gruppo americano deve costruire una ventina di impianti nei prossimi dieci anni in Europa. Il Cagliari in vendita con i conti a posto e il sant’Elia da rifare rappresentano un’occasione unica per investire in Sardegna».

E la caparra per Cellino? «Nessuna fretta, sappiamo tutti che è questione di giorni. Se tutto sfuma, non scappo. E non è detto che si possa poi trattare anche con chi, Giulini o altri, acquisisce il Cagliari». Trattativa blindata. Silvestrone rilancia. «La trattativa va avanti da gennaio. Sinora tutto è andato bene. Un architetto di fama come Meis è venuto a Cagliari, si è innamorato del posto fino a voler fare opere gratuite per i cittadini sui terreni di Santa Caterina a Elmas».

In breve, i tifosi - in una ventina ieri hanno applaudito Silvestrone e mostrato striscioni anti Giulini - devono pazientare altri cinque giorni. Il futuro del Cagliari e del Sant’Elia dovrebbe conoscersi mercoledì, dopo l’ok per i sedicimila posti dello stadio. A seguire, pre-contratto, presentazione della società che a nome del Fondo Usa (tra gli investitori si citano Bain Capital e Mariner group) si occuperà del club e maschere che calano dal volto degli americani, se tali saranno. Il condizionale era e rimane obbligato. Anche il comune di Cagliari chiede la trasparenza. Obbligata se si vuol prendere una società che ieri ha festeggiato 94 anni.

Silvestrone analizza la situazione e lancia accuse. «Noi non volevamo pubblicità ma qualcuno che oggi sta all’opposizione mi ha tirato in ballo spulciando le mail del sindaco al Comune. E tutti a fare indagini: sul sottoscritto e sul Fondo. Eppure, è sfumata una trattativa tra Cellino e gli arabi. Ma nessuno - ha detto Silvestrone - si è chiesto chi fossero gli arabi, né ha voluto intervistarli. I Fondi si muovono in modo riservato. Adesso, si è invece scatenata una pesante campagna contro di me. Mi hanno insultato pesantemente e senza motivo. La critica ci sta, messaggi trasversali e fango no. Guarda caso è successo appena è giunta da Miami la notizia che tutto era vero».

Da qui, polemiche e accuse. Il tutto dopo un duro botta e risposta sui social con la direzione e la proprietà dell’Unione Sarda. «Dietro c’è altro. I nostri legali sono al lavoro per verificare se ci sono gli estremi per una denuncia e un esposto all’Ordine dei giornalisti».

Anche la proprietà e la direzione del giornale di Cagliari hanno annunciato querela contro l’emissario del Fondoi americano. (Mario Frongia)

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Cambiamento climatico

Caldo estremo, prime vittime anche in Italia: due persone sono morte mentre lavoravano nei campi

Le nostre iniziative