Il Banco torna tra i suoi tifosi per la partita della svolta
Oggi gara3 contro l’Armani Milano, i biancoblù possono passare al comando della serie La squadra di Meo Sacchetti chiede al pubblico l’aiuto per compiere un’altra impresa
SASSARI. È già gara3 e in fondo è meglio così. Sarebbe stato bello godersi per qualche ora la vittoria del Forum, ma almeno così non si corre il rischio di specchiarsi, compiacersi, uscire mentalmente da una serie che è ancora molto lunga e per niente scontata. Il Banco ha pareggiato il conto delle due partite milanesi, ora deve superarsi e spremere il massimo dal suo turno casalingo contro una squadra che di certo non può essere intimorita dal PalaSerradimigni, dove ha sempre vinto. Almeno a livello psicologico, resta una serie dove il fattore campo non fa la differenza. La Dinamo ha fatto il blitz e ora può fare la differenza difendendo il suo fortino. La gara5 di sabato al Forum è già sicura, resta da capire su quale punteggio verrà giocata.
Aggressività. L’Armani resta la squadra più forte del campionato. Come ha detto Meo Sacchetti domenica notte e (soprattutto) come ha fatto Pistoia nelle gare 3 e 4 dei quarti di finale, il modo giusto per contrastare gli uomini di Banchi è quello di non lasciargli giocare il loro basket preferito e provare a sparigliare le carte. In difesa e in attacco. Sapendo già che, come accaduto venerdì in gara1, contro Milano una partita puoi perderla per sfinimento, perché per 40’ l’Armani può mettere in campo quintetti alti e pesanti, forti fisicamente, capaci di giocare una difesa molto forte e organizzata. Il Banco domenica ha vinto soprattutto perché quella difesa è riuscito a dribblarla alzando il ritmo, trasformando una partita che, fosse rimasta sui binari del primo tempo, non avrebbe mai vinto.
Entusiasmo. Nel 2011 la Dinamo si era trovata quasi nella stessa situazione (1-1 e tutti al PalaSerradimigni, in una serie su 5 gare) ma aveva vinto gara1 e perso gara2, con Milano che dopo lo shock iniziale aveva avuto la possibilità di riprendersi e presentarsi a Sassari sull’onda di una vittoria. Adesso è la Dinamo ad avere la spinta dell’entusiasmo, la chiave giusta è quella di vedere queste due partite come un’opportunità e non un obbligo. Si gioca a Sassari dopo una grande prestazione, contro una squadra fortissima che in certi momenti dà l’impressione di essere sull’orlo di una crisi di nervi, circondata continuamente da voci di uno spogliatoio modello santabarbara. Di certo una delle chiavi per provare a battere l’Armani è metterle pressione nei momenti chiave del match, perché nei punto a punto spesso si è piantata.
La partita. Nessuno si aspettava, domenica, vedere l’Armani puntare molto sul tiro da tre punti: 32 triple tentate, addirittura 7 in più del Banco che pure è accusato di abuso di questa soluzione. Milano ha tirato anche con ottime percentuali (40%) ma la Dinamo ha fatto ancora meglio (52%) confermando che è difficilissimo batterla su certi ritmi. Alessandro Gentile e Samardo Samuels sono stati gli uomini chiave dell’attacco milanese, che ha anche un risolutore come Langford. Possibile che l’Armani si appoggi di nuovo sotto canestro, mentre la Dinamo per accelerare deve sfruttare, oltre all’entusiasmo e a un palazzetto che si annuncia bollente, anche la ritrovata vena di Marques Green e Gordon, gli uomini che hanno saputo allungare le soluzioni e imprimere il ritmo giusto alla partita nel momento decisivo. E ancora una volta non serve fretta, non si può pensare di ammazzare il match subito. Meglio stare là, in agguato, cercare di non farsi staccare. E poi provare a piazzare il colpo vincente.
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