La Dinamo ha un’altra chance per battere il tabù Ea7 Milano
A 48 ore da gara 3, stasera alle 20,30 si gioca la quarta sfida della semifinale scudetto. Gli ospiti conducono la serie 2-1, i sassaresi non hanno mai battuto l’Olimpia in casa
SASSARI. Benedetto calendario, che non concede pause e permette di lasciare sempre tutto dietro le spalle. Ne ha bisogno assoluto, la Dinamo, che dopo la sconfitta di martedì torna in campo stasera contro l’Ea7 Armani Milano. Gara3 è finita appena 36 ore fa ma appartiene già al passato. Il presente è la quarta sfida della semifinale scudetto, che la squadra di coach Sacchetti affronta stasera partendo dall’1-2 complessivo maturato nei match dell’ultima settimana. E con il pallino di superare il tabù Milano, che a Sassari ha vinto 7 volte su 7.
Le scorie di gara3. Si riparte anche dalla delusione per una vittoria sfumata soltanto all’overtime, dopo una lunga rincorsa, e dalla serata funesta al tiro: 7/32 da 3 punti, 26/77 in totale. Ma la squadra di coach Meo Sacchetti torna in campo anche con la consapevolezza di non essere così lontana, a livello di forza di gruppo, dalla corazzata in maglia rossa. Resta il rammarico per un match che per molti versi ha ricordato la gara di apertura della serie: anche in quella occasione la Dinamo si fece sfuggire Milano ma riuscì a restare in partita sino all’ultimo nonostante la scarsa vena balistica (1/10 da 3 nell’ultimo quarto). Segno che al di là delle basse percentuali realizzative, Thomas e compagni sono comunque riusciti a trovare altre soluzioni per mettere in difficoltà quella che resta una delle migliori squadre d’Europa.
Ottimismo & fastidio. «La prova di gara3 va considerata in maniera largamente positiva, perché tirando con quelle percentuali contro Milano dovresti perdere di 50 punti. E noi invece siamo rimasti in partita sino all’ultimo minuto del supplementare». La frase, pronunciata da uno degli uomini di Sacchetti a taccuini chiusi, la dice lunga sulla convinzione e la determinazione del gruppo sassarese. Le parole a caldo di coach Sacchetti («ai ragazzi non posso rimproverare nulla») confermano la sensazione che l’autostima del gruppo non sia stata scalfita dalla sfortunata prestazione di martedì.
I punti chiave. Dopo il disastro a rimbalzo di gara1 (27-39) e il leggero miglioramento del secondo match (31-36), la Dinamo è riuscita a ribaltare gli equilibri vicino alle plance (42-39). Il fattore Samuels (che è rimasto in campo per ben 42 minuti) è stato fortemente limitato sia nell’uno contro uno, grazie a Eze, sia con la difesa di squadra e le rotazioni. Il quintetto piccolo e “operaio” di Sacchetti è riuscito a bloccare la fuga della squadra di Luca Banchi, mettendo la museruola ai suoi attaccanti per oltre 5 minuti. Lo stesso Langford è stato frenato ed è andato a canestro quasi esclusivamente dalla lunetta. Non è stata ancora trovata, invece, la ricetta per evitare che Gentile faccia danni irreparabili. Ma anche su questo, ieri, ha lavorato il trio Sacchetti-Citrini-Maffezzoli.
Fattore C e fattore T. C come...fortuna, che certamente non ha aiutato la Dinamo, tappando il canestro per tutta la gara, e al momento della bomba decisiva di Gentile ha sfacciatamente indossato la maglia dell’Armani. Siccome la fortuna aiuta gli audaci, sta al Banco di Sardegna andare a caccia della buona sorte. T come tifo, invece, inteso come quello che serve per dare un senso vero al fattore campo. Martedì la panchina sassarese si è più volte sbracciata per chiedere al pubblico una scossa, ma a parte il sostegno continuo del Commando, in generale il clima è stato decisamente tiepido. Qualcuno ricorda la finale di Legadue Dinamo-Veroli? Servirebbe qualcosa di simile.
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